mercoledì 31 ottobre 2012

Una Chiesa da smuovere o da cambiare?


In due libri “cugini”, due preti e teologi francesi lanciano un appello per far sì che ci sia una
Chiesa cattolica nuova, che si doti di strutture e adotti una linea in rapporto con la realtà.
Purtroppo solo le persone che già anticipatamente ne sono convinte leggeranno i libri di Joseph Moingt e di Michel Quesnel. Da www.temoignagechretien.fr (traduzione www.finesettimana.org).
 

martedì 30 ottobre 2012

L'intelligenza extraterrestre come sfida alla fede cristiana


L'interrogativo se l'umanità sia o meno l'unica forma di vita intelligente nell'universo rappresenta una costante del pensiero umano. Nell'antichità la tesi di una pluralità di mondi è stata sostenuta da Epicuro e recisamente negata da Aristotele. In epoca moderna essa è stata affermata tanto da pensatori cristiani (Cusano) quanto da critici del cristianesimo (Bruno) in base ad argomenti non troppo dissimili, ma anche negata da molti altri. Dalla fine del XVIII secolo in poi hanno fatto la loro comparsa autori che riferiscono di incontri con forme di vita aliena intelligente, talora assimilate ad esistenze angeliche o demoniche, mentre a partire dalla seconda metà del Novecento, con l'avvio dell'era dell'astronautica, si sono moltiplicate le testimonianze di avvistamenti di UFO e i racconti, conditi con dettagli più o meno fantasiosi, di contatti con E.T. 

La riforma liturgica postconciliare ha realizzato il sogno del Concilio di Trento


A giudizio del grande storico della liturgia, Josef Andreas Jungmann, celebrare la messa in volgare è un obiettivo tanto desiderato dal Concilio di Trento, ma felicemente realizzato solo dalla riforma liturgica del Vaticano II.
Da quando si è avviata la promozione di una legittima celebrazione dell’eucaristia con il rito tridentino, si è introdotto l’uso di denominare quel rito “la messa antica”. Ogni parola ha il significato che le vuole dare chi la pronuncia e, se dicendo “antica”, si intende indicare semplicemente la forma rituale precedente alla riforma liturgica voluta dal Vaticano II, non c’è problema. Se però si volesse intendere che il rito del concilio di Trento corrisponde alla forma più antica, quella con cui si celebrava la messa prima del Medioevo e dell’avvento della modernità, l’espressione verrebbe a falsare la verità storica.

lunedì 29 ottobre 2012

Dichiarazione sulla libertà e la funzione della teologia nella Chiesa


Il testo della dichiarazione sottoscritta da 38 teologi è apparso sul n. 1, sezione Dogma, dell’edizione italiana della rivista internazionale di teologia “Concilium”  del gennaio 1969 con il titolo “Dichiarazione sulla libertà e la funzione della teologia nella chiesa” e sul n 41, sezione Dogma, dell’edizione francese di Concilium del gennaio 1969, con il titolo “Déclaration” e la data dicembre 1968.

domenica 28 ottobre 2012

Patto delle Catacombe


Il 16 novembre del 1965, pochi giorni prima della chiusura del Vaticano II, una quarantina di padri conciliari hanno celebrato una Eucaristia nelle catacombe di Domitilla, a Roma, chiedendo fedeltà allo Spirito di Gesù. Dopo questa celebrazione, hanno firmato il “Patto delle Catacombe”.
Il documento è una sfida ai “fratelli nell’Episcopato” a portare avanti una “vita di povertà”, una Chiesa “serva e povera”, come aveva suggerito il papa Giovanni XXIII.
I firmatari – fra di essi, molti brasiliani e latinoamericani, poiché molti più tardi aderirono al patto – si impegnavano a vivere in povertà, a rinunciare a tutti i simboli o ai privilegi del potere e a mettere i poveri al centro del loro ministero pastorale. Il testo ha avuto una forte influenza sulla Teologia della Liberazione, che sarebbe sorta negli anni seguenti.

venerdì 26 ottobre 2012

“Sentinella, quanto resta della notte?”


La sentinella interpellata
Lazzati è sempre stato - ma in particolare negli ultimi anni della sua vita - un vigilante, una scolta, una sentinella: che anche nel buio della notte, quando sulla sua anima appassionata di grande amore per la comunità credente poteva calare l’angoscia, ne scrutava con speranza indefettibile la navigazione nel mare buio e livido della società italiana.

giovedì 25 ottobre 2012

Sulla morale sessuale nella Chiesa Cattolica


Sono spinto ad affrontare questo tema, in forma estremamente sintetica, da un bell’articolo di K. Hilpert apparso su Herder Korrespondenz (1) sulla sessualità vissuta responsabilmente. Ho affrontato il tema diverse volte e in diverse sedi.
Oggi, nel 40° dell’enciclica Humanae Vitae, il dibattito e la rigidità di talune posizioni magisteriali stanno riapparendo su innumerevoli riviste.
Ma è ormai tempo per una più profonda e seria riflessione: una riflessione che prenda atto delle origini e delle ragioni della dottrina morale recepita, ponendole a confronto con le trasformazioni profonde dell’esperienza umana in materia, tutte avvenute tra il XIX e il XX secolo e tuttora in crisi di crescenza.
È ormai tempo che la teologia morale offra un cammino sistematico profondamente innovativo, alla luce del Vangelo e di questa relativamente recente esperienza umana.

Tutti figli dell'unico Dio


di Lorenzo Banducci


Una delle notizie più interessanti che si ritrovano leggendo i giornali di oggi fa riferimento alla lettera pastorale scritta da mons. Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino.
Una lettera senza dubbio coraggiosa che rappresenta il culmine di due anni di visite nei campi rom della città di Torino e che presenta richieste specifiche alle Istituzioni della città e ad ogni singolo cittadino.

mercoledì 24 ottobre 2012

Formare cristiani o formare partiti?


di Lorenzo Banducci

Si è svolto lo scorso 21-22 ottobre a Todi il secondo convegno organizzato dal "Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cristiana nel mondo del lavoro".

A un anno di distanza dal primo ritrovo a Todi le associazioni cattoliche radunate hanno prodotto un documento propositivo.

martedì 23 ottobre 2012

Il diaconato femminile nei primi secoli



In epoca apostolica, diverse forme di assistenza diaconale agli apostoli e alle comunità esercitate da donne sembrano avere un carattere istituzionale. Così Paolo raccomanda alla comunità di Roma «Febe, nostra sorella, diaconessa (he diakonos) della Chiesa di Cencre» (cfr Rm 16,1-4). Benché qui sia usata la forma maschile di diakonos, non possiamo concludere che essa indichi già la funzione specifica di «diacono»; da una parte, perché, in questo contesto, diakonos significa ancora, in un senso molto generale, servo e, d’altra parte, perché la parola «servo» non ha un suffisso femminile, ma è preceduta da un articolo femminile. Ciò che pare certo è che Febe ha esercitato un servizio nella comunità di Cencre, riconosciuto e subordinato al ministero dell’ Apostolo. Altrove, in Paolo, le stesse autorità civili sono chiamate diakonos (Rm 13,4) e, in 2 Cor 11,14-15, si parla di diakonoidel diavolo.

lunedì 22 ottobre 2012

Dal vento del concilio alla tabula rasa


In questo articolo comparso sul numero di Ottobre di Micromega si fa un'analisi critica di alcune tendenze post conciliari che hanno attraversato la Chiesa italiana.
Pur essendo l'articolista su posizioni di forte dissenso e pur non trovando la sua analisi condivisibile,crediamo che possa essere uno spunto per una riflessione sulle vicende ecclesiali nostrane.

Un grande dito indicatore
Memini, oh sì che mi ricordo. Erano gli anni del post-Concilio, Dio non parlava più in latino e io respiravo a pieni polmoni. Il Vangelo, ai miei occhi di adolescente in fervore, appariva dinamite,non oppio. Nelle pagine della Bibbia trovavo un Dio che esalta la dignità dell'uomo, poiché «l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato» (Salmo 8). Nei libri di don Milani e nelle poesie di padre Turoldo capivo che la speranza dell'aldilà non allontana dal mondo, anzi dà motivazioni forti per i fronti di lotta, le convergenze etiche, le battaglie per l'alleggerimento della terra. Mi sentivo parte di un popolo, non di una struttura ecclesiastico-religiosa.

domenica 21 ottobre 2012

Come pensano gli angeli?



La stessa relazione che esiste tra le conclusioni e i principi quando l'intelletto si serve del raziocinio, esiste pure tra il predicato e il soggetto quando l'intelligenza formula giudizi affermativi e negativi.
Se infatti l'intelletto intuisse subito nei principi la verità delle conclusioni, mai più intenderebbe servendosi del raziocinio.
Così pure, se l'intelletto nell'apprendere la quiddità del soggetto vedesse subito tutte le cose che gli si possono attribuire o che gli si debbono negare, non intenderebbe certo formulando giudizi affermativi e negativi, ma solo conoscendo l'essenza.

Clero e laici: cinquant'anni di vita insieme


Continua da parte nostra la condivisione di articoli dal sito francese www.temoignagechretien.fr   del 14 ottobre 2012 (traduzione: www.finesettimana.org).
Oggi pubblichiamo un testo di Anna Soupa che traccia il cammino compiuto insieme dal clero e dai laici a partire dal Concilio fino ai giorni nostri.

sabato 20 ottobre 2012

Messa di ieri, messa di oggi


Condividiamo dal sito  www.temoignagechretien.fr un articolo del 14 ottobre 2012 (traduzione ad opera di www.finesettimana.org) in cui Christine Pedotti ci racconta di quanto siano cambiate in cinquant'anni  le domeniche cattoliche in Francia e non solo per la sostituzione del latino con il francese. Due racconti, neanche tanto immaginari, di celebrazioni di prima e dopo i cambiamenti conciliari, che valgono da risposta a tutti gli scettici sul tema della riforma liturgica e ai nostalgici di vecchi messali.

venerdì 19 ottobre 2012

Salvezza finale per i dannati?



La fine del mondo è prova che tutte le cose son giunte alla piena realizzazione.
Questo fatto ci ricorda che se qualcuno è preso dal desiderio di leggere e conoscere argomenti così ardui e difficili deve avere intelligenza coltivata e completa.Infatti se egli non avrà avuto una certa esperienza di questioni di tal genere, questi argomenti gli sembreranno inutili e superflui; se poi è pieno di pregiudizi ed è prevenuto su altre questioni, li riterrà eretici e contrari all’ortodossia, senza cercare di convincere col ragionamento ma giudicando secondo i suoi pregiudizi. Del resto anche noi li esponiamo con gran timore e cautela, esaminando e discutendo più che esprimendo soluzione sicura e ben definita. Infatti già prima abbiamo indicato i punti che debbono essere fissati con precisa regola; e credo di essermi comportato in questo modo, secondo le mie capacità, quando ho parlato della trinità: ma di questo argomento mi occupo più per discutere che per definire.

mercoledì 17 ottobre 2012

L'amore ci rende belli




Noi dunque amiamolo, perché egli per primo ci ha amati (1 Gv 4, 19). Quale fondamento avremmo per amare, se egli non ci avesse amati per primo? Amando, siamo diventati amici; ma egli ha amato noi, quando eravamo suoi nemici, per poterci rendere amici. Ci ha amati per primo e ci ha donato la capacità di amarlo. Ancora noi non lo amavamo; amandolo, diventiamo belli. Che cosa fa un uomo deforme, colla faccia sformata, quando ama una bella donna? Che cosa fa, a sua volta, una donna brutta, sciatta e nera, se amasse un uomo bello? Potrà diventare forse bella, amando quell'uomo? Potrà l'uomo a sua volta diventare bello, amando una donna bella? Ama costei e quando si guarda allo specchio, arrossisce di sollevare il suo volto verso di lei, la bella donna che ama. Che farà per essere bello? aspetta forse che sopraggiunga in lui la bellezza? Nell'attesa, al contrario, sopravviene la vecchiaia che lo rende più brutto. Non c'è dunque nulla da fare, non c'è possibilità di dargli altro consiglio che ritirarsi, perché, non essendo all'altezza, non osi amare una donna a lui superiore. Se per caso l'amasse veramente e desiderasse prenderla in moglie, dovrà amare la sua castità, non la forma del suo corpo. La nostra anima, o fratelli, è brutta per colpa del peccato: essa diviene bella amando Dio. Quale amore rende bella l'anima che ama? Dio sempre è bellezza, mai c'è in lui deformità o mutamento.

martedì 16 ottobre 2012

Gilles Routhier: “Le forme storiche del cattolicesimo evolvono”





In questa intervista a Gilles Routhier pubblicata su “www.temoignagechretien.fr” del 13 ottobre 2012 (traduzione: www.finesettimana.org) si afferma che il dibattito imposto dagli integralisti nasconde la vera posta in gioco della ricezione del Concilio, perfettamente percepita Benedetto XVI: pensare la riforma nel quadro del cattolicesimo.

lunedì 15 ottobre 2012

Il sacerdote, un uomo innamorato


di Lorenzo Bianchi

 
Ogni volta che la gente viene a sapere che sono in seminario, la prima cosa che mi dicono (sempre che sappiano che cosa è un seminario, dato non trascurabile vista la generale ignoranza sul depositum fidei), ineluttabilmente, è “allora studi per diventare prete?”. Come una sveglia, una bomba ad orologeria, scatta sempre questa frase, spesso come domanda un po’ stupita, a volte come constatazione incredibile meritevole di premio Nobel da quanto l’interlocutore l’abbia ritenuta ardua da realizzare nella propria mente.

domenica 14 ottobre 2012

L'uomo di Dio


L'Uomo di Dio è, senza vino, ubriaco.
L'Uomo di Dio è, senza cibo, già sazio.
L'Uomo di Dio non mangia e non dorme.
L'Uomo di Dio è, in diroccate rovine, tesoro.
L'Uomo di Dio non è d'acqua e di fuoco.
L'Uomo di Dio piove perle senza bisogno di nube.
L'Uomo di Dio ha pur cento soli.
L'Uomo di Dio non ha dottrina di libro.
L'Uomo di Dio è oltre il male ed il bene.
L'Uomo di Dio è venuto su glorioso destriero.
L'Uomo di Dio tu cerca e tu trova!

L'Uomo di Dio è pazzo e stupito,
L'Uomo di Dio è re sotto il saio,
L'Uomo di Dio non è d'aria e di terra,
L'Uomo di Dio è mare senza sponde,
L'Uomo di Dio ha cento lune e cieli,
L'Uomo di Dio è per Realtà sapiente,
L'Uomo di Dio è oltre fede e non-fede
L'Uomo di Dio è cavaliere venuto dal Nulla,
L'Uomo di Dio è Shams ad-Dîn nascosto,

Gialâl ad-Dîn Rûmî 

I due amori



Due amori dunque diedero origine a due città, alla terrena l'amor di sé fino all'indifferenza per Iddio, alla celeste l'amore a Dio fino all'indifferenza per sé. Inoltre quella si gloria in sé, questa nel Signore. Quella infatti esige la gloria dagli uomini, per questa la più grande gloria è Dio testimone della coscienza.

venerdì 12 ottobre 2012

"Le mie posizioni non sono più quelle della Chiesa Romana, anche se io mi sento assolutamente cattolico"


11 dicembre 1954


Questa mattina voglio consegnare le mie riflessioni al loro stato attuale. La crisi di quest’ultimo mese mi ha portato a constatare in maniera più netta, quasi brutale, che le mie posizioni non sono - non sono più - quelle della Chiesa Romana, anche se io mi sento assolutamente cattolico.

I giovani e il Concilio



di Lorenzo Banducci e Niccolò Bonetti


Lorenzo Banducci (nella prima parte) e Niccolò Bonetti (nella seconda) danno una testimonianza del Concilio oggi durante un' iniziativa organizzata dall'Azione Cattolica, svoltasi ieri (11 ottobre 2012) presso l'Oratorio San Giovanni Bosco a Viareggio, che ricordava i 50 anni dall'apertura del Concilio Vaticano II


giovedì 11 ottobre 2012

Roncalli e il "suo" Concilio



Angelo Giuseppe Roncalli, classe 1881, primo papa “italiano” in senso unitario, nativo delle terre visitate da san Carlo trecento anni prima, è un prodotto perfetto di ciò che Trento sognava come prete e vescovo riformato e riformatore. Verso quel segmento di tradizione che altri  ancora  identificano  con la tradizione non ha alcun complesso reverenziale e neppure quella inquietudine dolente che alimenta il percorso intellettuale di Congar, di Rahner, di Chenu e degli altri grandi teologi del Vaticano II.

mercoledì 10 ottobre 2012

Ma i papisti si salveranno?

di Niccolò Bonetti



"Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? "
Matteo 23,33

Molti cattolici aderiscono con fede non solo ai dogmi ma a qualunque parola che fuoriesca dalla bocca del papa.
Il loro è un totalmente affidamento alla gerarchia senza dubbi o perplessità.
Sono totalmente eteronomi.
Il catechismo della Chiesa cattolica viene elevato a definitiva verità cattolica e ogni minima deviazione dal suo dettato viene ritenuta eresia.

martedì 9 ottobre 2012

La scelta della sinistra

 




di Lorenzo Banducci

Ci siamo. Dopo l’approvazione delle regole delle primarie avvenuta sabato scorso durante l’assemblea nazionale del PD è lanciata la sfida delle idee per far ripartire il Paese da sinistra.

lunedì 8 ottobre 2012

Senza il Concilio la Chiesa sarebbe un reperto archeologico


È chiaro che per la generazione che ha pensato che il Concilio fosse un disastro e per quella che s'è allineata per comodo a questa lettura questa è l'ultima occasione: monsignor Gherardini, ad esempio, ha fatto una toccante "supplica" al Papa, catarifratta da tutti i siti tradizionalisti, sperando che Benedetto XVI desse del Vaticano II un'interpretazione "autentica", che alla fine accontenterebbe questi gruppi solo se dicesse che il Concilio era inutile, è stato dannoso e alla fin fine non è mai esistito, 
Che il dolore e la fatica con cui la Chiesa ha ripensato il suo rapporto con Israele o lo spazio della coscienza non valevano la candela, che lo slancio obbedienziale con il quale ha visto tornare la Scrittura dall'esilio è stato superfluo. 

domenica 7 ottobre 2012

Non esiste alcuna verità della fede che sia stata ritenuta da tutti, sempre e ovunque allo stesso modo



 I tradizionalisti mostrano di ritenere che il contenuto della Tradizione consista in "dottrine" e "pratiche" che dovrebbero rimanere identiche lungo i secoli. Essi citano spesso la formula di un monaco del V secolo Vincenzo da Lérins (morto verso il 450) il quale ha indicato come criterio di cattolicità: «ciò che sempre, in ogni luogo e da tutti è stato creduto».Seguendo questo criterio Gherardini espone con chiarezza la revisione che si attendeva dalle autorità ecclesiali e alla quale cerca ora di supplire. Essa riguarda in particolare la Costituzione Pastorale, la Costituzione sulla Rivelazione,la Costituzione sulla Chiesa, le Dichiarazioni sull'Ecumenismo, sulle religioni non cristiane e sulla libertà religiosa.Non è possibile ora esaminare i diversi punti. Voglio solo mostrare l'incongruenza della continuità di credenze e di pratiche come criterio di cattolicità.

Inno alla forza della vita


Io sono la suprema forza di fuoco che ho acceso tutte le scintille viventi, in nessuna cosa mortale ho posto il mio soffio, le distinguo nel loro essere, ed ho ordinato rettamente con le mie penne più alte - cioè con la sapienza che vola - il circolo che le circonda. 
Io, vita di fuoco, fiammeggio sulla bellezza dei campi, risplendo nelle acque e ardo nel sole, nella luna e nelle stelle, e con l'aereo vento suscito tutte le cose, vivificandole con la vita invisibile, che tutte le sostiene.

sabato 6 ottobre 2012

Il concilio nelle vostre mani(Parte seconda)



Il Vaticano Secondo come nuova ermeneutica della fede e dei precedenti Concili
Perciò bisogna stare attenti ora a non sfidare il Vaticano II, perché contrastare il Vaticano II vuol dire mettersi contro tutta la Tradizione. È molto significativo che alla vigilia dell’apertura dei lavori, fosse portata a termine dalla cosiddetta “officina bolognese” di Giuseppe Alberigo e Giuseppe Dossetti e presentata a Giovanni XXIII la raccolta di tutti i decreti conciliari, i “Conciliorum ecumenicorum decreta”, simbolo del fatto che non si trattava di aggiornare un catechismo, ma di rimettere in luce e decodificare per l’uomo di oggi l’intero patrimonio di fede elaborato e tramandato dai Concili, in unità col magistero romano.

Il concilio nelle vostre mani(Parte prima)



Cari amici,
Giunti alla fine, dobbiamo cercare il segreto di questo Convegno.
Perché un segreto c’è stato.
Non alludo al segreto del suo successo, che più che un successo è stato un miracolo. Alludo al fatto che durante i nostri lavori c’è stato uno sconosciuto che sedeva nell’ultima fila; spesso era una sconosciuta. Voi forse non li avete visti, ma io, dovendo trarre le conclusioni di questa assemblea, ci ho fatto caso. Mi sono chiesto chi potevano essere questo sconosciuto, e questa sconosciuta, che erano là, e che ora, quasi a volerci precedere ai treni, se ne sono andati. E mi sono ricordato che alla fine del vangelo di Giovanni si parla di uno sconosciuto, di cui non si dice mai il nome, ma che è identificato come il discepolo che Gesù amava; e Gesù disse di lui che sarebbe rimasto, fino al suo ritorno. Gli apostoli non capirono, e pensarono che quel discepolo non sarebbe
morto, ma Gesù non aveva detto che non sarebbe morto, aveva detto di volere che rimanesse fino a che egli non fosse venuto.
Allora io ho pensato che quel discepolo di Gesù che è rimasto, quel discepolo che è senza nome, quasi a poter avere ogni nome, fosse proprio quello sconosciuto o quella sconosciuta che erano seduti in fondo alla sala. E ho pensato che quello sconosciuto poteva essere ciascuno di noi, anzi che potesse essere questa assemblea stessa, perché noi siamo i discepoli che sono rimasti. Noi non siamo gli apostoli, non siamo gli evangelisti, non siamo i dottori, non siamo dei reduci, noi siamo i discepoli.



venerdì 5 ottobre 2012

Il peccato originale originante e il peccato originale originato



I testi biblici di Genesi e della Lettera ai Romani hanno attribuito la comparsa del male nel mondo alla colpa del primo uomo, Adamo, un peccato commesso per una libera e responsabile scelta negativa. Il Concilio di Trento ha avvalorato e fatta propria questa tesi, che spiega come Cristo salvi l’uomo dal peccato commesso liberamente, altrimenti la redenzione riparerebbe ad uno sbaglio di Dio creatore, che non ha saputo creare l’uomo buono e giusto. L’esistenza di un primo peccato originante spiega perché la storia del male e non la storia della salvezza determini inizialmente l’esistenza umana. Dio non crea dei peccatori, ma la storia dell’uomo fin dall'inizio è segnata dalla disobbedienza a Dio e quindi dal peccato .
Per alcuni teologi il primo peccato di Adamo è il peccato della cosiddetta umanità originante, che è stato commesso da uno o da più individui. Il carattere decisivo di questo primo peccato sta nel fatto che sia stato compiuto non in un momento qualunque, ma nel periodo iniziale.

giovedì 4 ottobre 2012

Testamento di San Francesco D'Assisi



Il Signore dette a me, frate Francesco, d'incominciare a fare penitenza cosi: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d'animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo.
E il Signore mi dette tale fede nelle chiese, che io così semplicemente pregavo e dicevo: Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Poi il Signore mi dette e mi da una cosi grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa Romana, a motivo del loro ordine, che anche se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta sapienza, quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la loro volontà.

martedì 2 ottobre 2012

L'uomo deve cogliere Dio in ogni cosa.



Mi è stata posta la seguente questione: alcuni vorrebbero separarsi completamente dagli altri e stare soli e in ciò troverebbero la pace, e nello stare in chiesa: è questa la cosa migliore? Io ho risposto di no, ed ecco perché. Chi è come deve essere, in verità, si trova bene in ogni luogo e con chiunque, ma chi non è come deve essere non si trova bene in nessun luogo e con nessuno. Colui che è come deve essere, ha Dio vicino a sé in verità, e chi possiede Dio in verità, lo possiede ovunque: per la strada e accanto a qualsiasi persona, così come in chiesa, in solitudine o nella cella. Se un uomo siffatto lo possiede veramente, e possiede lui soltanto, nessuno gli può essere di ostacolo. Perché?

Perché egli ha Dio solo e a Dio solo va la sua intenzione  e tutte le cose divengono per lui Dio solo. Un tale uomo porta Dio in tutte le sue opere e in ogni luogo, ed è Dio soltanto a compiere tutte le opere di un tale uomo. Infatti l'o­pera appartiene più propriamente a colui che ne è la causa che non a chi la realizza: se dun­que la nostra intenzione è soltanto e unicamen­te Dio, allora sarà lui a compiere le nostre ope­re, e nulla può impedirgli di operare, né il luo­go né le persone. Perciò nessuno può essere di ostacolo a questo uomo, giacché egli non con­sidera, non cerca e non gode null'altro che Dio, il quale si unisce a lui in ogni sua contenzione  E come il molteplice non può distrarre Dio, nello stesso modo nulla può distrarre e disperdere quest'uomo: egli è uno in quell'Uno, in cui tutto il molteplice è Uno e non più molteplice.

lunedì 1 ottobre 2012

L'impatto economico del surriscaldamento globale





di Lorenzo Banducci
 
Ho deciso quest'oggi di riprendere una notizia citata brevemente da "L'Osservatore Romano" di domenica 30 settembre e già presentata qualche giorno fa dal quotidina britannico "The Guardian" riguardante il teme, sempre piuttosto complesso, dei cambiamenti climatici.

Secondo un nuovo studio, il cambiamento climatico sta già contribuendo alla morte di quasi 400.000 persone l'anno e costa al mondo più di 1,2 trilioni di dollari, cancellando l'1,6 % del PIL mondiale.