sabato 31 agosto 2013

Signora Bioetica, favorisca la carta di identità. #2


di Luca Scarcia

Dopo le prime informazioni sulla crescita della bioetica dagli anni '70 in poi - seconde per noia solo alle pagine di Hermann Hesse- voglio ripercorrere l'itinerario della riflessione etica in medicina, ricco di tappe significative.

All'origine dell'etica medica ci sono tre elementi imprenscindibili: le esigenze di carattere etico che il medico deve rispettare, i significati morali dell'assistenza al malato e le decisioni che lo Stato deve prendere nei confronti dei suoi cittadini in merito alla salute pubblica.

Insomma, passano i millenni ma la proprietà commutativa rimane sempre valida: la salute e' uno dei pochi obiettivi sensibili che gli uomini hanno cercato di raggiungere.

venerdì 30 agosto 2013

La Siria e il Medio Oriente. Uscire da ragionamenti settari

di Lorenzo Banducci

Si spostano le navi da guerra nel Mediterraneo orientale di fronte alle coste siriane. Il conflitto fra gli uomini del regime di Assad e i ribelli sta acquistando una drammatica dimensione internazionale dopo il presunto utilizzo di armi chimiche fatto dal governo per contrastare le forze ribelli.

lunedì 26 agosto 2013

Lettera ad Adista sul "per molti" dell'istituzione dell'eucarestia

di don Enrico Chiavacci

in “Adista” n 89 del 23 dicembre 2006

Per un ricordo riconoscente di Enrico Chiavacci. Il vescovo emerito di Roma Ratzinger, ai tempi in cui era impegnato su più fronti in una "controriforma" della riforma liturgica introdotta dal Concilio Vaticano II, aveva dato disposizioni, tramite il prefetto della Congregazione per il Culto divino, il card. Arinze, di cambiare la versione delle parole della consacrazione del calice, sostituendo il "per tutti" con "per molti", perché più aderente al testo latino del Missale Romanum. Così intervenne allora Enrico Chiavacci, con una lettera ad Adista, mostrando la sua sensibilità di parroco-pastore.

sabato 24 agosto 2013

Cosa resta di una GMG

di Rocco Gumina

Poche settimane fa si concludeva in Brasile la Giornata Mondiale della Gioventù. Tantissimi i partecipanti giunti da ogni angolo del pianeta per mostrare al mondo intero quanto sia importante annunciare Cristo. Grande la festa e la folla per le strade di Rio de Janerio. Infatti si sono calcolati nella sola messa conclusiva tre milioni di presenze. Attenta la riflessione attorno al tema dell’evento “Andate e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28, 19). Gioiosa l’attesa per la prossima Giornata che si svolgerà a Cracovia nel 2016. Ma, per i partecipati reali e virtuali, cosa resta della GMG? Disfatte le valigie, tornati a casa, ripreso il solito lavoro e la quotidiana fatica cosa ci si porta dietro che prima non si possedeva?

venerdì 23 agosto 2013

Quale opzione per i poveri nella postmodernità


di Carlos Mendoza-Álvarez

In America latina oggi sono quattro i temi fondamentali della riflessione culturale: l’insufficienza della ragione oggettivamente, che ha avuto la sua espressione principale nella razionalità strumentale tecnico-scientifica, dominante dal XVI secolo; il decentramento del soggetto moderno, per cui in America latina è forte la coscienza l’eurocentrismo è insufficiente per spiegare la nostra realtà e la teologa brasiliana Ivone Gebara ha molto insistito sulla necessità di ampliare la nostra concezione della persona al cosmo e a Dio, cioè dall’antropocentrismo al cosmocentrismo; la critica ai riduzionismi della ragione secolare, tanto che Clodovis Boff nei suoi scritti più recenti dialoga con la corrente teologica sorta attorno all’anglicano inglese John Milbank (Radical Orthodoxy, che rifiuta la distinzione tra una realtà sacra e una profana, ma sostiene che tutto è sacro in quanto la verità è una e coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza umana, per cui la ferita della società moderna sta proprio nella separazione tra ragione e fede - ndr); la possibilità di costruire un pathos/ethos, non solo una cosmovisione, ma un modo di esistere nonviolento, a partire dal consenso tra le religioni e le saggezze nonché dal rispetto per la creazione, su cui si è cimentato in particolare Leonardo Boff sviluppando un’ecoteologia.

domenica 18 agosto 2013

A piedi verso la tomba di san Giacomo il Maggiore


di Eleon Borlini 

Parte I
13 Agosto - Scogliera di Cabo Finisterre (gallego, Fisterra). Mi siedo su uno sperone roccioso levandomi le scarpe che han sopportato dieci giorni di cammino. Dal punto più occidentale del continente europeo, alzando lo sguardo dalle proprie vesciche, si viene rapiti istantaneamente dall’azzurro senza limiti dell’Oceano Atlantico che, incurvandosi leggermente all’orizzonte, si fonde con la linea dell’atmosfera. Mi appare alla mente l’esperienza che ispirò Niccolò Cusano a scrivere il suo De docta Ignorantia. Sulla via del ritorno da Costantinopoli, quel cardinale del XV secolo venne colpito dall’ampiezza del mare, visione che determinò la scoperta filosofica decisiva della sua vita: l’unità, egli affermava, ha il primato rispetto ad ogni divisione in qualsiasi ambito del reale, e questa unità poggia, in ultimo, nell’infinito, in Dio.

venerdì 16 agosto 2013

Un'altra preghiera del 15 di agosto

di un gruppo di omosessuali cattolici

in “www.lavie.fr” del 15 agosto 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)

Degli omosessuali cattolici che si sono opposti alla legge Taubira [“matrimonio gay”],  interpellano la Chiesa sul suo modo di considerare l'omosessualità. La Vie riproduce il loro  intervento.

sabato 10 agosto 2013

Curzio Nitoglia, un cattivo maestro

di Andrea Virga

Questo articolo, come quello su Don Gallo1, non avrebbe reale ragione d’essere. Anche qui, le gravi affermazioni dottrinali del sacerdote in questione non meriterebbero più d’uno sberleffo, vista la loro palese incompatibilità con la retta dottrina. E tuttavia, anche qui è il caso di un prete consacrato – e stavolta tuttora vivente – che attira proseliti, specie fra i giovani, grazie alle sue opinioni estremiste ed ereticali, con il risultato di diffondere in lungo e in largo i suoi errori. Per questo, ritengo che sia il caso di dedicare una mezz’oretta a mettere in guardia i meno provveduti, che magari preferiscono internet ad un buon padre spirituale, rispetto a questo personaggio: Don Curzio Nitoglia. Il paragone con Don Gallo, però, non riesca troppo offensivo al defunto sacerdote genovese, che aveva almeno il merito di essere molto attivo in ambito sociale e di non aver mai lasciato la Chiesa (cosa non troppo difficile, visto il permissivismo dei suoi superiori).

Uniti sì, ma attorno a cosa?


di Rocco Gumina

“Uniti sì, ma su che cosa?”. In questo modo il leader della sinistra giovane della DC, Giuseppe Dossetti, rispondeva ai propositi unitivi a base moralistico – valoriale avanzati da Attilio Piccioni, segretario nazionale della stessa, in una infuocata direzione del grande partito d’ispirazione cristiana. La domanda del giovane politico proveniente dalla Cattolica di Milano, aveva come chiaro intento il fatto di dare vita ad un’impostazione politica basata sulla tecnicalità della stessa – tramite l’avanzare di riforme sociali, economiche, politiche fondate su un’idea di Stato – più che su di un impianto di contrapposizione propagandistica ai danni del Partito Comunista Italiano guidato da Palmiro Togliatti.

venerdì 9 agosto 2013

Contendenti democristiani?


di Lorenzo Banducci

Anche ieri sera si è consumato, durante la Direzione Nazionale del Partito Democratico, l’ennesimo momento di grossa difficoltà per questa forza politica.

Sembrerebbe stabilita, almeno in apparenza, una data per le prossime primarie per la scelta del segretario (24 novembre) ma ancora le regole non sono state definite e si è rimandato tutto a una prossima assemblea nazionale (20-21 settembre).

giovedì 8 agosto 2013

Signora Bioetica, favorisca la carta di identità. #1


di Luca Scarcia

In virtù dell'universalità della bioetica, ho scritto questo articolo tra un concerto di Roger Waters e una cena a Marsiglia, a base delle deliziose triglie tanto care a Milone.

mercoledì 7 agosto 2013

Il significato teologico dei dogmi


In ultima analisi, ogni rivelazione è la rivelazione e la comunicazione che Dio Padre fa di sé mediante il Figlio nello Spirito Santo, affinché entriamo in comunione con lui . Per tale ragione Dio è l’unico oggetto, che tutto comprende, della fede e della teologia (san Tommaso d’Aquino). Di conseguenza è esatto dire che actus credendi non terminatur ad enuntiabile, sedad rem. In accordo con ciò, la tradizione teologica del Medioevo stabilisce a proposito dell’articolo di fede:articulus fidei est perceptio divinae veritatis tendens in ipsam. Ciò significa che l’articolo di fede è un’apprensione reale e vera della verità divina; è una mediazione dottrinale che contiene la verità di cui è testimone. Proprio perché è vero, esso rimanda, oltre se stesso, al mistero della verità divina. Ne consegue che l’interpretazione dei dogmi è, come ogni interpretazione, un cammino che ci conduce dalla parola esteriore al cuore del suo significato e, infine, all’unica ed eterna Parola di Dio.

martedì 6 agosto 2013

Persona e comunione


Ma la persona umana è aperta anche verso le altre persone umane. Per il solo fatto che io sia una persona e che dica io a me stesso, chiedo di comunicare con l’altro e con gli altri nell’ordine dell’intelligenza e dell’amore. Per la personalità è essenziale tendere verso la comunione.
Conviene insistere su questo punto che viene spesso trascurato, e cioè che la persona stessa chiede, in funzione della sua dignità come dei suoi bisogni, di essere membro di una società. Le società animali sono chiamate società o città solo in senso improprio. La società propriamente detta, la società umana, è una società di persone; se una città è degna del suo nome, si tratta di una città di persone umane.

Il marxismo può trionfare solo in una prospettiva messianica


 Si dice che ci fosse un automa costruito in modo tale da rispondere, ad ogni mossa di un giocatore di scacchi, con una contromossa che gli assicurava la vittoria. Un fantoccio in veste da turco, con una pipa in bocca, sedeva di fronte alla scacchiera, poggiata su un'ampia tavola. Un sistema di specchi suscitava l'illusione che questa tavola fosse trasparente da tutte le parti. In realtà c'era accoccolato un nano gobbo, che era un asso nel gioco degli scacchi e che guidava per mezzo di fili la mano del burattino. Qualcosa di simile a questo apparecchio si può immaginare nella filosofia. Vincere deve sempre il fantoccio chiamato 'materialismo storico'. Esso può senz'altro farcela con chiunque se prende al suo servizio la teologia, che oggi, com'è noto, è piccola e brutta. E che non deve farsi scorgere da nessuno.


W. Benjamin, "Tesi di filosofia della storia", I tesi

Dio non è un sistema, bensì una vita.


Il problema del male  è centrale nella riflessione di Schelling,del secondo periodo. Egli, ispirandosi a Jacob Böhme (1575–1624), ritiene si debba operare una distinzione fra Dio come natura (principio oscuro) e Dio come spirito (principio luminoso). Dio non è sistema, ma vita, ed il distacco della natura dallo spirito è il male di Dio. Il bene invece consiste nel recupero della natura nello spirito.

 Dunque per spiegare il male non ci è dato altro all’infuori dei due princípi in Dio. Dio come spirito (l’eterno legame di entrambi) è l’amore purissimo, ma nell’amore non può mai esserci una volontà del male, e cosí nemmeno nel principio ideale. Ma Dio stesso, per poter essere, abbisogna di un fondamento (Grund), se non che questo non è fuori di lui, ma in lui; e Dio ha in sé una natura, la quale, benché appartenga a lui stesso, è diversa da lui.
Nell’intelletto divino vi è un sistema, ma Dio stesso non è un sistema, bensí una vita, ed è in ciò che risiede la risposta alla questione circa la possibilità del male in relazione a Dio. Ogni esistenza richiede una condizione per divenire esistenza reale, cioè personale. Anche l’esistenza di Dio senza una tal condizione non potrebbe essere personale; se non che egli ha questa condizione in sé, non fuori di sé. Egli non può abolire la condizione, altrimenti dovrebbe abolire sé stesso: può soltanto dominarla con l’amore e subordinarsela a sua glorificazione. Anche in Dio vi sarebbe un fondamento dell’oscurità, se egli non facesse propria la condizione, se non si unisse con essa a formare un tutt’uno, in una personalità assoluta. L’uomo non ottiene mai la condizione in suo potere, quantunque vi aspiri nel male; essa gli è soltanto imprestata, ed è indipendente da lui; perciò la sua personalità e ipseità non può mai elevarsi all’atto perfetto. Questa è la tristezza inerente ad ogni vita finita, e se in Dio v’è una condizione almeno relativamente indipendente, anche in lui v’è una sorgente di tristezza, che non perviene però mai a realtà, ma serve unicamente all’eterna gioia del superamento. Donde il velo di mestizia che di distende sulla natura tutta, la profonda ineluttabile malinconia di ogni vita. La gioia deve accogliere il dolore, il dolore dev’essere trasfigurato in gioia.


F. W. J. Schelling, Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana e gli oggetti che vi sono connessi

lunedì 5 agosto 2013

I "semi-professionisti" del fariseismo politico

di Rocco Gumina

Recentemente il governatore siciliano Rosario Crocetta è stato al centro di una polemica che lo ha riguardato circa i presunti “professionisti” dell’antimafia. Una questione che in passato, come tutti sanno, ha visto come protagonisti alcune fra le più grandi personalità, in ambito culturale e intellettuale, che la Sicilia ha generato negli ultimi cinquant’anni. La querelle che ha investito il fondatore del Megafono, può stimolare indirettamente - come realtà dirimpettaia - una riflessione sui “semi-professionisti” del fariseismo politico, che mi pare coinvolga sempre in maggior modo quel che rimane dei partiti nazionali e anche quel che emerge dalla realtà locale. Dico “semi-professionale” non per gettare discredito su qualcuno, ma a mo’ di caratterizzazione di qualcosa: basti pensare al fatto che alcuni deputati al parlamento si fanno chiamare cittadini, oppure all’orientamento di movimenti e associazioni che si muovono in ambito locale, i quali scambiano con grande facilità l’educazione civica con l’impegno politico–partitico per le sorti della città. Insomma una sorta di “dilettantismo” dichiarato, che nasce non per cattiva volontà, ne’ per ignoranza, ma perché non si riesce a calibrare bene la posta in gioco del rinnovamento della politica. Tutto ciò non concerne singole personalità, ma metodi sempre più diffusi. Metodi che di per sé sono buoni, ma se utilizzati per finalità altre provocano un cortocircuito e pertanto confusione.