sabato 28 marzo 2015

Cristiani omosessuali, la nostra proposta etica (II)

di Piotr e Daniele
 
Alcune proposte etiche per le persone omosessuali: responsabilità, castità e testimonianza

Personalmente noi due scriventi abbiamo esperienze differenti. Daniele, ad esempio, è impegnato in una scelta di coppia fedele, un amore reciproco che nasce dal rispetto dell’altro; amore che unisce a prescindere dal rapporto sessuale e che si manifesta in un cammino di vita condiviso anche alla luce della forza dirompente del Vangelo di Cristo. Nella nostra realtà sono molte però le coppie omosessuali che si definiscono “aperte”, nascondendo dietro questa parola la scelta di portare avanti relazioni sessuali con altre persone all’infuori della coppia. Questi comportamenti non possono e non devono essere confusi con quelli delle coppie che hanno scelto un cammino ben diverso. Interessante a tal proposito è la scelta di molte persone di non identificarsi con il termine omosessualità ma con quello di “omofilia” che «che non si riferisce immediatamente all’uso della genitalità, ma mette piuttosto l’accento sull’esistenza di un’attrazione tra soggetti che appartengono allo stesso sesso sul terreno psicologico affettivo» (Piana, 2010: 14). Per troppo tempo il movimento omosessuale è stato confuso con la liberalizzazione sessuale; questo ha creato molti danni e infelicità. Ora è il momento di testimoniare che esistono altre vie etiche percorribili e che sempre più persone scelgono di viverle, anche per mostrare a chi si scopre omosessuale che il suo spettro di alternative è ben più ampio della scelta fra le innumerevoli perversioni sessuali mercificate nei sexy-shop e presenti sui siti pornografici che noi, in quanto cristiani, lottiamo per allontanare dalla nostra vi(s)ta.

venerdì 27 marzo 2015

DDL Cirinnà dove sta la verità?


di Lorenzo Banducci

L’approvazione ieri in commissione giustizia del Senato del ddl Cirinnà fa fare un balzo in avanti alla legge in materia di unioni civili che stava finora vivacchiando nelle commissioni parlamentari.

giovedì 26 marzo 2015

Cristiani omosessuali, la nostra proposta etica (I)


di Piotr e Daniele

 

Siamo due ragazzi che si sono conosciuti tramite un social network per mezzo di alcune amicizie in comune; non ci siamo cercati ma è stata quella che qualcuno definirebbe “casualità” a farlo per noi. Mentiremmo se non dicessimo che siamo convinti che è stato Cristo a metterci l’uno sul cammino dell’altro. Iniziando a scambiare qualche parola, abbiamo scoperto di essere accomunati dalla fede cattolica, innanzitutto, e in secondo luogo dal provare sentimenti di affetto e di attrazione nei confronti di persone del nostro stesso sesso. Detta con semplici parole, cristiani omosessuali. Nei nostri cammini, differenti per esperienza, ma con le difficoltà che incontrano tutti gli uomini, e in particolare i cristiani nel vivere quotidianamente il Vangelo, abbiamo imparato che questi due aspetti – che molti si ostinano a ritenere inconciliabili – alla luce della grazia di Dio possono diventare l’uno il completamento dell’altro se integrati fecondamente nella nostra persona. Sopprimerne uno, oltre ad essere un grave atto di irriconoscenza nei confronti di Colui che ci ha fatto dono di questo duplice mistero (le cui cause non sono state ancora chiarite né dalle scienze né dalla teologia), ci allontanerebbe definitivamente da quella “perfetta letizia”, per dirla con le parole di San Francesco, cui la nostra anima tende. Con questo non intendiamo ritenerci gli unici o i primi cristiani omosessuali a questo mondo, tutt’altro: nella bimillenaria storia della Chiesa ci sono state moltissime persone che, come noi, hanno vissuto con questa “spina nella carne”; gli storici ci dicono che alcune di loro, a seguito di una vita esemplare, sono state innalzate agli onori degli altari e oggi possiamo venerarle come santi e beati.

lunedì 9 marzo 2015

Quale affettività per i consacrati?


di Luca Balugani

 

"Tredici femmine, undici maschi, un prete e una suora": è questa la telefonata di un gruppo parrocchiale ad una casa di ospitalità. Evidentemente dietro questo linguaggio c'è il desiderio di distinguere che i primi sono giovani, mentre i consacrati avrebbero bisogno di qualche attenzione diversa; o che i giovani non sono privi di educatori. Ma accanto a queste interpretazioni ve n'è un'altra, radicabile in una domanda di natura differente: i consacrati celibi hanno una loro affettività?

Volontariato e percorso esistenziale possibile


di don Giovanni Sandonà


 

Il volontariato è assistenza, relazione o identità? Potremmo partire da questa sintetica e provocante domanda per provare a scandagliare, a percorrere l’esperienza del volontariato, le sue motivazioni e la sua umanità. Come? Accostandoci e provando ad abitare almeno un poco queste quattro parole chiave: volontariato, assistenza, relazione,  identità.

giovedì 5 marzo 2015

L'attualità di Luigi Sturzo


di Rocco Gumina

Nel pomeriggio di sabato 28 febbraio, è stato presentato a Caltanissetta il volume Servire e non servirsi. La prima regola del buon politico (Rubbettino 2015) che raccoglie alcuni articoli e interventi di Luigi Sturzo. L’iniziativa, organizzata dal Centro Studi “A. Cammarata”, ci permette di riflettere sull’attualità del messaggio e della testimonianza politica di una delle più grandi figure del cattolicesimo italiano del XX secolo.