giovedì 26 novembre 2015

Le spalle della Chiesa Italiana


di Lorenzo Banducci

“Sono tutti che mangiano alle nostre spalle, questi!” E’ cominciato così per me il V Convegno Ecclesiale della Chiesa Italiana dal titolo “In Gesù Cristo, il Nuovo Umanesimo” e che ha avuto luogo a Firenze dal 9 al 13 novembre.
Le parole virgolettate le ho sentite pronunciare da una signora che, rivolta ai nostri Vescovi, guardava la processione che da una delle quattro basiliche fiorentine (S. Maria Novella, SS.ma Annunziata, Santa Croce e Santo Spirito) avrebbe portato gli oltre duemila delegati alla Cattedrale di Santa Maria in Fiore come apertura del convegno.

lunedì 23 novembre 2015

Eucarestia e Penitenza, Intercomunione e Summorum Pontificum. Intervista ad Andrea Grillo

di Lorenzo Banducci

Presentiamo oggi un’intervista al professor Andrea Grillo. Si e' laureato in giurisprudenza nel 1985, presso l'Universita' di Genova, con una tesi in Teoria generale del diritto sul tema Giurisprudenza ed ermeneutica. Per una critica della giurisprudenza intesa come scienza positiva.Ha compiuto gli studi teologici a Savona, presso la scuola di teologia "Ut unum sint" legata al Seminario di Savona, poi a Padova, presso l'Abbazia di S. Giustina, dove ha frequentato il corso di specializzazione in liturgia-pastorale e conseguito la Licenza in teologia presso l'ILP di Padova nel 1990, con una tesi dal titolo Ludwig Wittgenstein e l'apertura al Mistico nell'orizzonte del rapporto tra immediatezza e mediazione: dal silenzio, ai giochi linguistici alla ritualita'. Una ipotesi di lettura in prospettiva liturgica. Si e' laureato in filosofia nel 1993, presso l'Universita' di Genova, con una tesi di Filosofia teoretica sul tema L'Etica di W. Herrmann tra filosofia e teologia. Ha conseguito il Dottorato in teologia nel 1994, presso l'ILP di Padova, con una tesi dal titolo Teologia fondamentale e liturgia. Il rapporto tra immediatezza e mediazione nella riflessione teologica. Dal 1990 al 1995 ha insegnato presso le scuole pubbliche (medie e medie-superiori) della propria Diocesi di Savona-Noli, come insegnante di Religione cattolica. E' iscritto dal 1992 all'ATI (Associazione Teologica Italiana) e dal 1994 all'APL (Associazione Professori di Liturgia). Dal 1994 e' docente di teologia (sacramentaria e liturgica) presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo in Roma e presso l'ILP della Abbazia di S. Giustina in Padova. Dal 1995 e' lettore presso la Facolta' Teologica del Pontificio Ateneo S. Anselmo, in Roma. Dal 1998 al 2005 ha insegnato presso la Specializzazione sacramentaria dell'Istituto Teologico Marchigiano di Ancona. Dal 1996 al 2000 ha fatto parte della Commissione CEI incaricata di tradurre e adattare il nuovo rito del sacramento del Matrimonio. Dal 1999 e' divenuto professore "consociato" presso la Facolta' Teologica del Pontificio Ateneo S. Anselmo, in Roma.
Dal 2001 al 2009 e' stato Coordinatore della Specializzazione Dogmatico-sacramentaria presso la Facolta' Teologica del Pontificio Ateneo S. Anselmo, in Roma. Dal 2002 al 2006 e' stato eletto nel Consiglio di Presidenza dell'APL, di cui e' stato Vice-presidente per un quadriennio. Nel 2003 e' divenuto professore "straordinario" presso la Facolta' ologica del Pontificio Ateneo S. Anselmo.
Nel 2004 e' stato nominato membro della Consulta dell'Ufficio Liturgico Nazionale per un quinquennio. Il 4 settembre 2006 e' stato nominato Professore Ordinario di Teologia Sacramentaria presso la Facolta' Teologica del Pontificio Ateneo S. Anselmo. Dal 2007 al 2010 ha insegnato nella Facolta' Teologica di Lugano (CH) come professore invitato.
Dal 2008 al 2010 ha insegnato nella Facolta' Teologica della Pontificia Universita' Gregoriana come professore invitato
Dal 2012 è divenuto membro del Consiglio Scientifico della rivista "Studium" e del Conseil Scientifique della rivista "La Maison-Dieu"

martedì 17 novembre 2015

Senza Dio o con Dio tutto cambia



di Rocco Gumina

La vera libertà è quella che fissa la volontà nella grande e decisiva questione: senza Dio o con Dio (Maurice Blondel, L’azione, 1893).

I fatti di sangue e di terrore che hanno sconvolto Parigi nella serata di venerdì 13 novembre devono spingerci, ahinoi, a riflettere criticamente sullo stato culturale, umano, politico e religioso dei nostri tempi in cui ogni barriera e confine appaiono superati dal marasma non governato e indecifrabile della globalizzazione. Gli esecutori, i mandanti e i responsabili ideali degli attentati nella capitale francese si sono macchiati di un atto che calpesta l’uomo e ogni forma di civiltà. Oltre qualsiasi dubbio, i vari protagonisti della strage possono essere definiti dei “senza Dio”. Infatti, nessun credo religioso di alcuna epoca e cultura può e potrà promuovere la morte violenta di innocenti per l’affermazione del vero culto a Dio. Con l’ennesima strage in territorio francese ed europeo, questi “senza Dio” hanno definitivamente mostrato – qualora non si fosse ancora inteso – di aver sganciato la loro azione dal rimando principiale del divino. In quanto “senza Dio”, l’organizzazione responsabile della carneficina ci manifesta iconicamente gli effetti più deleteri della ricerca affannosa e inconcludente dell’affermazione dell’uomo priva di qualsiasi legame al trascendente, poiché chi ama sinceramente Dio non può sterminare gli uomini in suo nome. Il giudizio nei confronti di quanto accaduto non può che essere di totale condanna e di assoluta incomprensione. Tuttavia, ci troviamo dinanzi ad un fatto: un gruppo – ricco, potente, influente, pericoloso, il quale strumentalizza l’Islam per i propri fini – nella decisiva questione di essere o meno con Dio, ha deciso per la seconda opzione.

domenica 15 novembre 2015

Compiere il male nel nome di Dio. La colpa è davvero della religione?


di Lorenzo Banducci

Quanto accaduto lo scorso venerdì 13 novembre a Parigi ci riporta ancora una volta ad interrogarci sul male e, peggio ancora, sul male compiuto in nome di Dio.

L’uomo ha ancora il terribile coraggio di sostituirsi a Dio, di interpretare in modo fallace la sua volontà, di sporcare il nome del divino con azioni malvage, insensate, crudeli.

Lo hanno fatto i terroristi dell’Isis che, per motivazioni più politiche che religiose (si vedano i bombardamenti francesi in Siria), hanno deciso in modo arbitrario di insanguinare il nome di Dio.

Sono tanti i pensieri che attanagliano le nostre menti.