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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marcuse

La trasgressione rafforza la repressione

Certamente,uno ha il diritto di mettere in pratica la non repressività anche all'interno della società conformistica: dalle stravaganze nell'abbigliamento agli espedienti più folli della vita diurna e notturna. Ma nella società costituita ,questo genere di proteste si muta in uno strumento di stabilizzazione e perfino di conformismo ,poichè non solo lascia intatte le radici del male ,ma anche testimonia a favore dell'esistenza di una libertà all'interno della repressione generale. E' certamente un bene che queste libertà del privato siano ancora praticate e praticabili ma la generale assenza di libertà conferisce loro un significato regressivo. Un tempo questi sfoghi individuali della repressione erano un privilegio esclusivo di una limitata classe alta ,mentre in condizioni eccezionali venivano concessi anche agli strati meno privilegiati della popolazione. In contrasto a ciò,la civiltà industriale avanzata democratizza le autorizzazioni allo s

Sulla morale sessuale nella Chiesa Cattolica

Sono spinto ad affrontare questo tema, in forma estremamente sintetica, da un bell’articolo di K. Hilpert apparso su Herder Korrespondenz (1) sulla sessualità vissuta responsabilmente. Ho affrontato il tema diverse volte e in diverse sedi . Oggi, nel 40° dell’enciclica Humanae Vitae, il dibattito e la rigidità di talune posizioni magisteriali stanno riapparendo su innumerevoli riviste. Ma è ormai tempo per una più profonda e seria riflessione: una riflessione che prenda atto delle origini e delle ragioni della dottrina morale recepita, ponendole a confronto con le trasformazioni profonde dell’esperienza umana in materia, tutte avvenute tra il XIX e il XX secolo e tuttora in crisi di crescenza. È ormai tempo che la teologia morale offra un cammino sistematico profondamente innovativo, alla luce del Vangelo e di questa relativamente recente esperienza umana.