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Visualizzazione dei post da Giugno, 2018

Call for papers - Nipoti di Maritain 7

Cari Amici, ecco la call for papers per il numero 7 della rivista di Nipoti di Maritain - ISSN 2531-7040.


Il dibattito riguarderà tre quesiti:
Ambito etico/morale:
« È possibile mentire

Ambito politico/sociale:
« La democrazia è davvero in crisi?»

Ambito pastorale/ecclesiale:
« Come affrontare l'analfabetismo religioso? »

Accettiamo interventi di risposta di massimo 1000 parole da farci pervenire all’indirizzo inipotidimaritain6@gmail.com entro il 15 settembre 2018. da comunicare entro il 30 settembre la disponibilità, può essere concessa proroga di alcune settimane per la stesura.

Commento al vangelo 26 e 27 giugno 2018: Mt 7,6.12-14 e Mt 7,15-20

Più è vasta la misericordia, più è stretta la via. Sembra una contraddizione, sembra un paradosso, e forse lo è. Ma Gesù ci invita a vivere questa tensione aggrappandoci tra i due cardini: impegno serio individuale e universale spalancarsi dell’amore. Tutto quanto. E quella porta, di fatto, è Cristo stesso, come dice il quarto vangelo in modo teologico. Qui invece Matteo lo spiega in veste “etica”. La massa – non da intendersi in senso statistico, bensì esortativo – infatti tende a pressare, a schiacciare, a sopraffare; vaga senza guida, senza pensare se non al proprio tornaconto immediato: va tutta insieme, obesa di indifferenza, cieca perché incapace di vedere l’altro e l’altra porta; che eppure è presente, ma sono pochi quelli che la cercano, pochi quelli che la trovano. Così si compie il paradosso: la massa si lascia trascinare dall’egoismo e percorre una via senza uscita; il singolo che, attratto dall'amore di Gesù, individua la porta stretta prende responsabilmente la decisi…

Commento al vangelo 23 giugno 2018: Mt 6,24-34

La ricchezza delle relazioni è inversamente proporzionale al peso che diamo alla ricchezza economica. Non dobbiamo preoccuparci del futuro ma neppure fregarcene: basta occuparci, ora, di quello che facciamo e viviamo. Come si diceva ieri, siamo noi a decidere dove collochiamo il nostro tesoro, dove depositiamo le nostre ricchezze: o tesaurizzandole nei beni materiali o ridonandole al cuore di Dio e dei fratelli, dal quale tali ricchezze provengono e nel quale abbiamo l'opportunità di abitare per sempre. È una banca sempre aperta che non fa mai bancarotta; puoi attingervi però solo se non sei "cliente" ma figlio. Questo è il vero discrimine: o sei figlio che accoglie il necessario appartenendo al Padre, o accumuli tutto per possedere sempre più, lacerandoti per esaurirti nelle divisioni inutili (questo è il significato di affanno) alle quali finisci per appartenere. E la via per entrare in Dio, ci mostra Gesù, è la prima: spogliarsi per accogliere, ricevere, respirare, qu…

Commento al vangelo 18 e 19 giugno 2018: Mt 5,38-42 e Mt 5,43-48

Di fronte all'ingiustizia, dilagante anche ai nostri giorni come ai tempi di Gesù, è bene provare un po' di sana ira finalizzata a ripristinare la Giustizia. La legge del taglione – occhio per occhio, dente per dente – poneva un freno allo scatenarsi esteriore di questa ira: era una legge di civiltà, che evitava faide, stragi, ripicche sregolate; la pena risultava così definita, limitata, proporzionale all'offesa subita. Eppure per alcune cose rimaneva troppo dura, e per certi reati fu sostituita da delle multe più umane. Dopo la proibizione della maldicenza, del desiderio di possesso, e soprattutto del divorzio e del giuramento, il vangelo di lunedì 18 giugno 2018 introduce la quinta delle sei antitesi che Matteo – amante dei contrasti – mette in bocca a Gesù: «Ma io vi dico di non opporvi al malvagio». È un modo di esprimere le cose tipico dell'ambiente ebraico, come «misericordia e non sacrificio», nel senso che un sacrificio senza misericordia non è gradito a Dio: l…