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Commento al vangelo 23 giugno 2018: Mt 6,24-34

La ricchezza delle relazioni è inversamente proporzionale al peso che diamo alla ricchezza economica. Non dobbiamo preoccuparci del futuro ma neppure fregarcene: basta occuparci, ora, di quello che facciamo e viviamo. Come si diceva ieri, siamo noi a decidere dove collochiamo il nostro tesoro, dove depositiamo le nostre ricchezze: o tesaurizzandole nei beni materiali o ridonandole al cuore di Dio e dei fratelli, dal quale tali ricchezze provengono e nel quale abbiamo l'opportunità di abitare per sempre. È una banca sempre aperta che non fa mai bancarotta; puoi attingervi però solo se non sei "cliente" ma figlio. Questo è il vero discrimine: o sei figlio che accoglie il necessario appartenendo al Padre, o accumuli tutto per possedere sempre più, lacerandoti per esaurirti nelle divisioni inutili (questo è il significato di affanno) alle quali finisci per appartenere. E la via per entrare in Dio, ci mostra Gesù, è la prima: spogliarsi per accogliere, ricevere, respirare, qu…
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Commento al vangelo 18 e 19 giugno 2018: Mt 5,38-42 e Mt 5,43-48

Di fronte all'ingiustizia, dilagante anche ai nostri giorni come ai tempi di Gesù, è bene provare un po' di sana ira finalizzata a ripristinare la Giustizia. La legge del taglione – occhio per occhio, dente per dente – poneva un freno allo scatenarsi esteriore di questa ira: era una legge di civiltà, che evitava faide, stragi, ripicche sregolate; la pena risultava così definita, limitata, proporzionale all'offesa subita. Eppure per alcune cose rimaneva troppo dura, e per certi reati fu sostituita da delle multe più umane. Dopo la proibizione della maldicenza, del desiderio di possesso, e soprattutto del divorzio e del giuramento, il vangelo di lunedì 18 giugno 2018 introduce la quinta delle sei antitesi che Matteo – amante dei contrasti – mette in bocca a Gesù: «Ma io vi dico di non opporvi al malvagio». È un modo di esprimere le cose tipico dell'ambiente ebraico, come «misericordia e non sacrificio», nel senso che un sacrificio senza misericordia non è gradito a Dio: l…

Nipoti di Maritain n. 06 è online!

Oggi è uscito il numero 6 della rivista Nipoti di Maritain. Al centro ci sono tre temi di forte attualità sociale ed ecclesiale: l’etica ecologica, il rapporto fra l’economia finanziaria e la democrazia e le attese in vista del Sinodo dei giovani del 2018.


Qual è la responsabilità dei cristiani nel degrado ecologico e in che modo oggi possono essere segno profetico dell'alleanza uomo-natura? A questo e a molti altri quesiti rispondono gli autori che entrano nel dibattito. Nelle rubriche, ulteriori approfondimenti legati all'ecologia: la riflessione liturgica sul creato di mons. Christian Cerasa, l’intervista a don Bruno Bignami sull’ecologia integrale relazionale e la recensione di Federico Ferrari a “Dio è anche giardiniere” del teologo Christophe Boureux. 

Il secondo tema riguarda il rapporto più corretto tra finanza e democrazia; emerge la necessità di un controllo di autorità democratiche e rappresentative degli interessi dei popoli, sottraendo il mondo finanziario sempre pi…

Vangelo e voto. Poveri e rancore.

di Lorenzo Banducci
Per un curioso scherzo del destino il prossimo 4 marzo, in concomitanza con le elezioni politiche, chi si recherà alla Messa Festiva Domenicale potrà ascoltare uno dei brani evangelici più significativi per la mia personale esperienza di fede.

Call for papers - Nipoti di Maritain 6

Cari Amici, è aperta la possibilità di inviarci i vostri articoli per il sesto numero di Nipoti di Maritain - ISSN 2531-7040.

Ecco i tre quesiti su cui si articolerà il dibattito:
Ambito etico/morale:
« La crisi ecologica e la sfida della sostenibilità in che modo trasformeranno la morale cattolica nei prossimi decenni? »

Ambito politico/sociale:
« Democrazia e finanza: quale rapporto è possibile, anche alla luce del Fiscal Compact? »

Ambito pastorale/ecclesiale:
« Quali sono le vostre attese e le prospettive reali per il prossimo Sinodo dei Vescovi sui giovani, la fede e il discernimento? »

Accettiamo interventi di risposta di massimo 1000 parole da farci pervenire all’indirizzo inipotidimaritain6@gmail.com entro il 20 febbraio 2018. 

Editoriale - Nipoti di Maritain 05

Queer, ideologia e tradizione. I temi della quinta pubblicazione di Nipoti di Maritain – scelti dai lettori della nostra pagina facebook – se accostati potrebbero quasi rivelare una trama coerente. Dopotutto, è quella di un (una?) Dio che si compromette con la storia umana ad un punto così spiazzante e sconvolgente – questo, in fondo, significa queer – da incarnarsi, travalicando i confini “tradizionali” tra sacro e profano, tra divino e umano, tra potenza e debolezza. In questa tensione carica di paradossi amati dall’apostolo Paolo, nasce la Tradizione vivente nella Chiesa, che si esprime in diversi luoghi ed epoche nella forma di una pluralità di tradizioni teologiche, disciplinari, liturgiche e devozionali. Le quali tuttavia sono esposte al rischio di una sclerotizzazione ideologica – assolutizzare un punto di vista unilaterale, ovverosia quello che in teologia si definisce “eresia” – ma il discernimento ecclesiale fa capire appunto se conservarle, modificarle o abbandonarle; sto s…

Nipoti di Maritain n. 05 è online!

Abbiamo pubblicato il quinto numero di Nipoti di Maritain. 
L’editoriale del direttore Piotr Zygulski rivela una trama che attraversa i tre temi della pubblicazione: teologia queer, verità e ideologia, tradizione. Insomma, si cerca una chiave per poter pungolare la teologia, anche in modo sfacciatamente queer con funzione anti-idolatrica, senza tuttavia sbandare dalla verità cristiana. 


Quando non si parlava di queer si parlava di eccedenza; gli amici musulmani preferiscono dire che Dio è il più grande e che quindi non si lascia mai completamente imbrigliare nei nostri schemi concettuali. E che quindi anche l'approccio queer deve aprirsi a sua volta alla sorpresa, a qualcosa che lo spiazzi per evitare che si possa tramutare in ideologia, quella che alcuni paventano come ideologia gender, spesso senza (far) capire che cosa sia precisamente.Al contempo ricordiamo, con S.Giovanni XXIII, che la tradizione «è il progresso che è stato fatto ieri, come il progresso che noi dobbiamo fare og…