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Fede e storia

La crisi dell'elaborato a tema storico negli esami di stato che concludono gli studi superiori è un sintomo importante, che porta a un dibattito non nuovo: questa crisi non nasce oggi o ieri, ma se ne dibatte - spesso senza consapevolezza - da parecchi anni.   Scelto da meno del 2% degli studenti, probabilmente sparirà con la prossima riforma dell'esame: un modo celere per cancellare il problema e, allo stesso modo, per non doversi impegnare nella ricerca di altre vie.  La soluzione del Ministero è un po' come quella del medico che nasconde il sintomo e si disinteressa della malattia: perché togliere il tema che interessa meno, non risolve il nodo del disinteresse - e dell'ignoranza - degli studenti e dei cittadini nel campo storico. Se servissero riprove di questa ignoranza, credo sia sufficiente raccoglierle ascoltando un po' di dibattiti in giro o leggendo i commenti sui social network. Il problema non è sapere chi è stato incoronato la notte di Natale dell'…
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Cominciare e Ricominciare: Lettera pastorale 2018/2019 del vescovo Gero Marino (Savona-Noli)

Avevamo dato già spazio alla lettera dell'anno pastorale 2017/2018 del vescovo Calogero  "Gero" Marino della diocesi di Savona-Noli. Per il 2018/2019 “cominciare e ricominciare” sono le parole che ha scelto per la sua seconda lettera pastorale. La ha voluta condividere con le sorelle e con i fratelli nel Signore che «di mese in mese» gli sono «sempre di più diventati cari». Cominciare rimanda alla nascita e all’iniziazione cristiana: «freschezza, meraviglia e anche timore»; ricominciare è bellezza, fatica e riconciliazione: «Ci è data la grazia di un ri-inizio e di una ripartenza».
La novità della vita cristiana nello Spirito Interrogandosi su chi sia il cristiano, la risposta che evita tradimenti o riduzionismi moralistici, rituali o culturali – «Satana è il grande riduttore», ricorda il vescovo – sta nella novità della vita che Dio ci dona gratis: «Chiunque è nato dallo Spirito» è cristiano, come spiegava Gesù a Nicodemo. Spirito non contrapposto al corpo, bensì ciò che …

Commento al vangelo XXV Domenica Tempo Ordinario B: Mc 9,30-37

Il trionfalismo è una tentazione grave e continua per la Chiesa; il vangelo di questa Domenica ci aiuta ad affrontare questo pericolo. L'insegnamento è quello del servo sofferente: l'eletto da Dio non si godrà i lussi della vita in santa pace, ma patirà molti tormenti, dicono i Profeti. Accetti di stare dalla parte del debole, dell'innocente violentato, del giusto condannato a una morte infamante? Magari i discepoli il Primo Testamento lo avevano pure letto, ma non capivano. Cioè, non lo accettavano. Ecco che da questa tentazione scaturiscono il carrierismo, il leccaculismo e il clericalismo: si iniziano a creare gerarchie e onori vari per prendere parte al trionfo mondano. Si vuol stare vicini fisicamente a un uomo per godere della sua attenzione, raccomandazione e fama, senza scomodarsi troppo. Mentre Gesù che fa? Un gesto eloquente: prende non un discepolo, ma un bambino - allora valevano meno di niente - e lo pone al centro. La periferia dell'umano viene riqualific…

Commento al vangelo 20 settembre 2018: Lc 7,35-50

Le prostitute sanno come si onora una persona, certamente più dei perfettini. Una pubblica peccatrice riesce a intromettersi nel banchetto a casa di Simone il fariseo, che aveva avuto il coraggio di aprirsi al dialogo conviviale con Gesù. Non riusciamo a capire come tutto ciò sia stato possibile. Ma lo fa. È la donna del profumo, quella che insegna la lavanda dei piedi: la donna eucaristica, che da una vita di peccato rende tutta sé stessa in gratitudine alla persona giusta, con tutta la carica erotica che ha imparato a esprimere. Gesù, sdraiato verso la tavola, ha accolto il corpo di quella donna che stava in basso, dietro. Gesù ha accolto lo scomporsi dei capelli femminili, i dolci baci e le languide carezze delle mani che, unte di profumo, scivolano dalle sue caviglie alle dita dei piedi, dopo quelle lacrime che li hanno lavati, e hanno lavato anche lei. Gesù l'ha accolto tutto, in silenzio, quell'amore della donna, anche lei in silenzio. Per l'evangelista Luca il rimp…

La gratitudine di Papa Francesco per un articolo pubblicato su Nipoti di Maritain

La Segreteria di Stato della Santa Sede ha inviato in una lettera al nostro collaboratore Christian Cerasa la gratitudine di papa Francesco per l'articolo Io, prete. Sull'affettività dell'uomo sacerdote pubblicato lo scorso 3 agosto 2018 sul nostro blog: http://nipotidimaritain.blogspot.com/2018/08/io-prete-sullaffettivita-delluomo.html Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera.
Dal Vaticano, 24 agosto 2018 Reverendo Signore, Sua Santità desidera manifestare viva gratitudine per le sue riflessioni personali circa l’umanità e l’affettività dei sacerdoti e per il confidente gesto e sentimenti di filiale venerazione e di affetto che l’hanno suggerito e, mentre chiede di pregare per la Sua persona e per il Suo universale ministero di Successore dell’Apostolo Pietro, auspica ogni desiderato bene per Lei e per quanti sono affidati alle sue cure pastorali e volentieri imparte la Benedizione Apostolica. 
Profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinta stima

Cuore Superbo

di Davide Penna
A Genova sono ore sempre più calde. Non solo per la temperatura. E si continua a dormire a fatica. Si respira come un’aria di smarrimento e paura che come uno spettro si aggira tra i genovesi i quali, tuttavia, non si arrendono.

14.08.18. L’angoscia Superba

di Davide Penna
Non si riesce proprio a dormire questa notte a Genova. Sono troppe e troppe fresche le immagini che si rincorrono del Ponte Morandi spezzato, sbriciolato lungo 200 metri di cemento armato caduti come se fossero trucioli di legno. Il dolore, l’angoscia, il respiro corto che accompagna ogni genovese sono segni e ferite che non possono lasciare in pace. C’è un perché? che non si accontenta delle assurde polemiche partitiche già scattate, anche dalla voce di ministri (!!!?). Un perché? che coinvolge te e tutti i tuoi concittadini, amici, parenti, compagni di derby; sì, perché a Genova quel ponte lo abbiamo preso tutti un milione di volte. I tuoi familiari lo hanno preso due giorni prima, tu dovevi prenderlo il giorno dopo, tanti amici lo hanno preso qualche minuto prima o dopo. Ti ricordi di quante volte lo vedevi e ti faceva sempre un po’ impressione… così alto, così maestoso che sembrava il ponte di Brooklyn, così lungo che ti veniva da accelerare per finire di percorrerl…