Passa ai contenuti principali

Rassegna stampa: sondaggio sui cambiamenti religiosi al tempo del COVID-19


Numerose testate giornalistiche italiane hanno dato spazio ai risultati della nostra ricerca Nella Chiesa che cambia? Il cambiamento del sentire, della pratica e delle abitudini religiose dei cattolici in Italia al tempo del COVID-19. 
Riportiamo i link per accedere ai servizi dedicati:



  • Sant'Alessandro.org, C’è un nuovo “sentire” tra i cattolici?,15 giugno 2020.
  • La Difesa del Popolo C’è un nuovo “sentire” tra i cattolici? Una significativa ricerca sui cattolici italiani al tempo del lockdown, 14 giugno 2020.
  • C3dem: Piotr Zygulski, Analisi dell'apprezzamento delle scelte ecclesiali e prospettive sulla Chiesa del futuro, con considerazioni per una partecipazione laicale desiderata, 20 maggio 2020.
  • Avvenire: Guido Mocellin, Nel sondaggio e nel monologo un sentire religioso più forte20 maggio 2020.
  • TV2000: La prof.ssa Carmelina Chiara Canta illustra i risultati nella trasmissione Rete di Speranza, con mons. Francesco Savino (Vescovo di Cassano allo Ionio) e Gennaro Ferrara,19 maggio 2020.
  • RadioVaticana: Fabio Colagrande intervista Piotr Zygulski nella trasmissione In Prima Linea, 18 maggio 2020.
  • Padre Pio TVLe abitudini religiose ai tempi del covid, trasmissione #fuoriprogramma in A sua somiglianza, con prof.ssa Canta, Piotr Zygulski, don Pasquale Pio Di Fiore, intervistati da Annamaria Salvemini.
  • Avvenire: Giuseppe Lorizio, La ricerca. Rinascita del sentimento religioso o della fede?, 17 maggio 2020.
  • Avvenire: Piotr Zygulski, Non solo streaming. In tempo di pandemia crescono il sentire e la pratica religiosi, 17 maggio 2020.
  • SettimanaNews: Nel cambiamento ecclesiale, 17 maggio 2020.
  • Radio InBlu: La prof.ssa Canta intervistata nella trasmissione Ecclesia, 16 maggio 2020.
  • Commenti

    Post popolari in questo blog

    Commento al vangelo 4 luglio 2018: Mt 8,28-34

    Ciò che fa impressione oggi è che i due indemoniati fanno proprio tutto da soli. Talmente soli che sarebbe un solo indemoniato, diviso in due. Escono da quei morti che vivono tra i morti, gli vanno incontro furiosi, gridano. Lo riconoscono come Figlio di Dio, qualcuno con cui non hanno alcuna cosa in comune. Se lo dicono loro, però, badate. Nessun legame vogliono avere con lui. Lo aspettavano, ma se l'erano presa comoda perché pensavano di avere più tempo. Quello di Gesù invece urge, è già qui, siamo in questi ultimi tempi. Sempre da soli, i due indemoniati chiedono che, se Lui li scaccia, di mandarli nella mandria di porci. Lo scongiurano, vogliono entrare nell'infedeltà. Qualcuno si aspetterebbe un Gesù che inizia a declamare qualche formulona, potentissima, in latino, come nei film, e invece no. Neppure li scaccia. Semplicemente li lascia liberi: andate! Lo stesso invito missionario che fa a noi, nelle ultime righe del vangelo: andate! La reazione all'avvicinarsi di Ges…

    Commento al vangelo 5 luglio 2018: Mt 9,1-8

    Si racconta un miracolo del paralitico perdonato, ma alla fine si evidenzia che quel potere di Dio è stato donato agli uomini. È il potere della relazione, che allontana le eredità paralizzanti del passato. Infonde coraggio, restituisce la dignità di figli, ci rimette in grado di camminare con le nostre gambe, rende leggeri i pesi che dobbiamo portare, anziché essere noi pesi morti per gli altri, e infine ci inserisce a casa nostra. Cioè nelle nostre relazioni quotidiane, dove siamo chiamati a ridonare questo dono ricevuto. Per qualche tecnocrate malvagio è bestemmia - colpe e debiti devono essere tutti pagati sino all'ultimo centesimo! - ma se non fosse chiara la logica del Vangelo, Gesù ci offre quel segno visibile di un uomo che torna a camminare, libero, figlio e fratello, e non più un fallito debitore. L'unico debito che gli resta è quello verso l'infinita misericordia; un debito che, anche se in un certo senso ci rende in difetto di amore rispetto agli altri, al cont…

    Commento al vangelo 10 luglio 2018: Mt 9,32-38

    Il decimo miracolo che Matteo racconta dopo le Beatitudini è la guarigione di una persona alla quale il demonio aveva rubato la parola. Viene presentata a Gesù, Parola incarnata che caccia fuori il demonio dell'anti-comunicazione e inizia ad abitare sulla sua bocca. Al contrario, qualcuno perde l'occasione per riconoscere la Parola: perde la parola, cioè la capacità di comunicare cose sensate; mutismo e incomprensione vanno a sigillare la bocca di chi rifiuta la Parola. Quest'ultima tuttavia non si stanca di visitare qualsiasi luogo, sia esso considerato sacro o non sacro: tutto, tutti e ogni parte di noi. È sovrabbondante di impegni: camminare, insegnare, annunciare, curare; mancano però collaboratori. Non gira il mondo da sola, ma in nostra compagnia. Cosa ci resta da fare? Chiedere al Signore della Parola che mandi, faccia uscire, cacci fuori (lo stesso verbo del demonio cacciato) chi aiuterà a costruire il Regno dell'amore reciproco. Non si specifica una mansione p…