sabato 10 agosto 2013

Curzio Nitoglia, un cattivo maestro

di Andrea Virga

Questo articolo, come quello su Don Gallo1, non avrebbe reale ragione d’essere. Anche qui, le gravi affermazioni dottrinali del sacerdote in questione non meriterebbero più d’uno sberleffo, vista la loro palese incompatibilità con la retta dottrina. E tuttavia, anche qui è il caso di un prete consacrato – e stavolta tuttora vivente – che attira proseliti, specie fra i giovani, grazie alle sue opinioni estremiste ed ereticali, con il risultato di diffondere in lungo e in largo i suoi errori. Per questo, ritengo che sia il caso di dedicare una mezz’oretta a mettere in guardia i meno provveduti, che magari preferiscono internet ad un buon padre spirituale, rispetto a questo personaggio: Don Curzio Nitoglia. Il paragone con Don Gallo, però, non riesca troppo offensivo al defunto sacerdote genovese, che aveva almeno il merito di essere molto attivo in ambito sociale e di non aver mai lasciato la Chiesa (cosa non troppo difficile, visto il permissivismo dei suoi superiori).

Nitoglia, invece, non ha neanche questi pregi, visto il suo rifiuto anche formale della dottrina cattolica. Già aderente alla FSSPX, se ne era uscito da questa nel 1985 per fondare l’Istituto Mater Boni Consilii, un gruppo sedevacantista, fondato sulla cosiddetta Tesi di Cassiciacum, per cui i Papi sarebbero stati tali materialmente, in quanto eletti, ma non sostanzialmente, in quanto ricusanti la dottrina cattolica. A sentir costoro, lo stesso Pio XII, con la sua revisione “filogiudaica” della liturgia nel 1954-55, sarebbe stato un cattivo pontefice. Nitoglia, il cui atto di scisma è dunque anteriore rispetto alla scomunica di Mons. Lefebvre, avrebbe poi abbandonato queste posizioni per ritornare alla FSSPX, elaborando la sua “Ipotesi di Velletri” (2008)2, per cui: «si può riconoscere Benedetto XVI, senza seguirlo negli eventuali atti direttamente contrari alla vera Religione, ove l’esercizio pratico della sua Autorità de facto et de jure lascia almeno dubbiosi e disorientati. Certamente resta il mistero come possa un Papa porre degli atti contrari alla Religione. Purtroppo è il mistero tremendo che ci tocca di vivere e sopportare oggi. Non pretendo di averlo chiarito […]. Benedetto XVI governa de facto, ha il Titolo di Papa de jure, tuttavia l’Esercizio di tale titolo è deficiente
Certo, fa piacere che abbia compreso la fallacia del sedevacantismo, ma siamo ancora lontani dalla piena comunione con la Chiesa, specialmente se continua a pretendere – contro il magistero pontificio – la discontinuità della dottrina pre- e post-conciliare, con il risultato di doversi baloccare con una tutta una serie di artifizi retorici e teologici: un onanismo spirituale che è anche più grave di quello secondo la carne. In più, all’apparenza, più che al suo dovere di sacerdote, sarebbe dedito a diffondere per mezzo stampa, ma soprattutto virtuale, tutta una serie di opinioni personali in ambito non solo teologico, ma anche storico e filosofico. Famigerata è, ad esempio, la sua convinzione per cui il tomismo sarebbe l’unica teologia validamente cattolica – come se la Chiesa non antecedesse S. Tommaso di dodici secoli. Non intendo scendere ora sul piano teologico, dove comunque le sue posizioni che abbiamo descritto sopra, lo rendono un autore decisamente problematico per un cattolico fedele al Papa.
Per evidenziare la frequente inconsistenza dei suoi testi è sufficiente badare ad alcuni esempi, in ambito storico-filosofico, che contribuiscono a gettare più di un’ombra sull’imparzialità e la scientificità del suo metodo, e quindi a sconsigliarne il ricorso, se non con la massima cautela. Ad esempio, il Nitoglia non si perita di accusare Dante di essere eterodosso, rifacendosi all’interpretazione del tomista Étienne Gilson3, per poi però essere costretto, nello stesso articolo, all’autocontraddizione, allorché gli tocca constatare che Papa Benedetto XV, dedicando al Sommo Poeta un’enciclica, aveva affermato la sua piena ortodossia («In verità Noi riteniamo che gl’insegnamenti lasciatici da Dante in tutte le sue opere, ma specialmente nel suo triplice carme, possano servire quale validissima guida per gli uomini del nostro tempo»)4 – come fa notare Alessandro Scali5.
Un altro preclaro esempio di tale pressapochismo e faziosità è l’articolo dedicato al filosofo Julius Evola6. Essendo la dottrina di questo in aperto contrasto con il cristianesimo, dovrebbe essere fin troppo facile evidenziarne gli errori e l’inconciliabilità. Eppure, il Nitoglia vuole strafare, arrivando a muovergli accuse assurde e capziose, come quelle di criptogiudaismo: «essendo siciliano avrà avuto, al novanta per cento, un po’ di sangue arabo, ossia semita, nelle sue vene e magari anche ebraico, dato che la Sicilia ha accolto molti ebrei, sia nel medioevo sia dopo l’espulsione dalla Spagna nel 1492)». Non risulta che le analisi genetiche o storiche avallino questa farneticante equazione tra siciliani e semiti, né si capisce cosa dovrebbe esserci di male, dato che ogni cattolico è spiritualmente semita, insegna Pio XI.
Altro esempio del “filosemitismo” di Evola sarebbe che «dà per scontato che vi furono degli “eccessi nazisti contro gli ebrei”, ora per “eccessi” - a partire dal dopoguerra - si intende lo sterminio sistematico tramite a gas del popolo ebraico; ma il fatto è contestato da numerosi storici, chiamati revisionisti, che dicono non esservi prove di tale sterminio, nè tantomeno di un suo progetto». Il “nazista” Evola è quindi accusato di accettare la realtà storica del genocidio ebraico compiuto dal regime nazionalsocialista, ad opera di Nitoglia, il quale nega invece che ciò sia avvenuto. Forse che per lui, San Massimiliano Kolbe e Santa Teresa Benedetta della Croce – per citare solo due dei tanti martiri cattolici del nazionalsocialismo, sarebbero morti di freddo? D’altronde, Nitoglia è tacciato – a ragione – di essere filonazista persino da Andrea Carancini, altro cattolico convinto dell’inesistenza della Shoah7. Né si fa mancare, del resto, l’apologia sfrenata del colonialismo europeo, con argomenti degni del peggior imperialismo liberal-massonico otto-novecentesco8.
In sintesi, sfugge come un sacerdote ostinatamente scismatico, e con un approccio alla storia e alla filosofia così fazioso e sgangherato, possa essere preso a modello o a fonte. Non è quindi per denigrare la sua figura che abbiamo scritto questo articolo – egli già rende pessimo servizio di sé con la sua “opera” – ma per mettere in guardia contro l’inconsistenza e la pericolosità dei suoi insegnamenti, ben poco cattolici.

18 commenti:

  1. Sul radicalismo tradizionalista cattolico e, in particolare, sul sedevacantismo, è basato il mio nuovo romanzo:
    www.crescenzofabrizioblog.wordpress.com

    Una recensione che accenna al tema:

    https://www.facebook.com/media/set/?set=oa.398944586877217&type=1

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  2. Confesso la mia ignoranza, ma molto tempo fa, ricordo di aver letto su Jaques Maritain dei giudizi positivi che ben lo inquadravano nello spirito editoriale de "LA SCUOLA" di Brescia. Cosa è successo nel frattempo?

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  3. Gli insegnamenti di Don Curzio Nitolia sono nella Verita' quello che la chiesa cattolica, apostolica e Romana a insegnato per duemila anni, forse qui si scrivono menzogne dettate dal diavolo, il principe della menzogna, non preferisco Internet perche' si scrivono tante eresie, ma preferisco un sacerdote che sta' nella Verita' della dottrina cristiana, invece che tutte le menzogne che scrivono su' internet

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    1. Impara a scrivere in italiano prima di parlare, somaro!

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    2. Un po' più di carità 'intellettuale' non guasterebbe...Forse non ha avuto i mezzi per studiare di più o forse ha meno Q.I. Chi lo sa?
      Con un po' di sforzo si capisce bene quello che ha voluto dire Andrea O.
      Il concordare o meno con Lui è questione opinabilissima. Grazie per l'attenzione.

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    3. no prima di parlare, prima di scrivere hahahah

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  4. Quale peggior maestro di don Nitoglia?

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    1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    2. Carlo Maria Martini e tutti i suoi seguaci

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  5. Don Curzio Nitroglia è un vero difensore della Chiesa Cattolica. I cattivi maestri sono Don Gallo e tutti i Papi da Giovanni XXIII in avanti!

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    1. La bassezza delle menzogne dell'anonimo precedente vanno nella spazzatura duirettamente.

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  6. Cornuto disse il bue all'asinello.

    Nitoglia è un essere umano e sicuramente avrà commesso e commetterà degli errori, ma considerare maestri Lutero e Voltaire mi sembra non ponga nella posizione di ergersi a critici.

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  7. Mi permetto di chiedere a tutti coloro che hanno scritto, se hanno per caso letto la Bibbia o almeno una parte.
    Dico questo perchè trovo a dir poco scandaloso, come si possa continuare a seguire una chiesa che da 2000 anni ha "infinocciato" tutto il mondo.
    Non vi chiedo di credermi, ci mancherebbe altro, io non emetto dogmi, non me ne sognerei mai... e poi mai.... MA CHIEDERE DI LEGGERE LA BIBBIA SI. Poi sono sicuro che alcune pesanti domande la gente se le ponga. MA se volete continuare a credere.... per carità fate pure, ognuno è liberissimo di farlo, ma... a ragion veduta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  8. Sorella di Raissa17 agosto 2014 10:33

    Don Curzio è un sacerdote di grandissima cultura e acume storico e posside, al contrario di voi pappagalli, una profonda preparazione teologica e filosofica. Qui, se ci sono e ci sono stati falsi maestri sono proprio quelli dell'entourage del personaggio al quale vi ispirate. Asini da quattro soldi, proprio come il nomignolo che vi siete dati: "nipoti di Maritain che ricorda tanto i qui, quò, quà di celebre paperin Paolino.!
    Piuttosto andatevi a ripassare la storia prima di dare giudizi incauti e temerari, nonché falsi, su un prete fedele come don Curzio. Imbecilli!

    La sorella di Raissa.

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    1. Cara Sorella di Raissa, l'esclamazione posta alla fine del suo intervento è la sua autobiografia.

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  9. Onore da tributare a Voltaire e a Lutero?
    Invito i Nipoti di Maritai a studiare la storia quella vera non quella fatta da storici ideologicamente orientati che prescinde dall'analisi della realtà e dai documenti
    Voltaire e Lutero nemici del cattolicesimo distruttori del cattolicesimo presi come modelli?
    Mah sono davvero perplessa che parte della cristianità sia ancora convinta della loro positività comunque la si intendala tolleranza quella vera l'ha insegnata Cristo non chi in nome della tolleranza poi invitava a schiacciare l'Infame! Vorrei davvero essere certa della buone fede di chi elogia simili figure ma francamente mi riesce difficile

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  10. Come? Ma non è stato il tolerante Voltaire a ricomandare al "despota illustrato" Federico II lo sterminio fisico degli ultimi cattolici?
    Non era il tolerante Voltaire socio comanditario di una nave impiegata nel trafico di schiavi?

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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