domenica 29 settembre 2013

Che c’è dunque di comune fra Atene e Gerusalemme?


La superiorità del cristianesimo sulla filosofia

Mi sembra di aver confutato tutti i capi d’accusa con i quali si vuole spargere il sangue cristiano. Ho spiegato il nostro modo di vivere, con le mie argomentazioni ho provato la verità della nostra dottrina basandomi sulla autorità e sulla vetustà della Sacra Scrittura e sul palese riconoscimento delle forze demoniache. Chi osasse controbattere i miei argomenti, si faccia pure avanti, ma non già con parole vane, sibbene nella stessa maniera con la quale ho tessuto la mia dimostrazione, fondandosi, cioè, sulla verità.
Frattanto coloro che non credono, poiché non sanno come sfuggire alla bontà della nostra dottrina, la quale bontà si manifesta nella nostra maniera di vivere e nelle nostre relazioni con il prossimo, dicono che il cristianesimo non è ispirato da Dio, ma è semplicemente una filosofia, cioè affermano che la stessa innocenza, giustizia, pazienza, sobrietà e continenza sono cose insegnate e attuate dai filosofi.

mercoledì 25 settembre 2013

Le lettere dei Papi


di Lorenzo Banducci


Dopo Papa Francesco è toccato a Joseph Ratzinger, già Papa Benedetto XVI, rispondere agli stimoli di un non-credente sui temi della fede e, più nello specifico sulla figura di Gesù.

sabato 21 settembre 2013

La parabola dell'intervista al Papa

di Joanne McPortland

Vi presentiamo questa interessantissima parabola/commento all’intervista del Papa su La Civiltà Cattolica ad opera di Joanne McPortland tradotta dagli amici di www.vinonuovo.it

venerdì 20 settembre 2013

Ma se tornassimo a parlare di lealtà?


di Rocco Gumina

Ormai da diverso tempo il dibattito politico e sociale in Sicilia è caratterizzato dall’emergere e dal consolidarsi di una dialettica che trova nel termine legalità la sua primordiale espressione identificativa. Non passano settimane, infatti, che il Presidente della Regione Crocetta, i suoi assessori, i rappresentanti di Confindustria Sicilia, alcune e diverse forze associative e partitiche non si rifacciano in un modo o nell’altro all’impegno verbale o progettuale improntato alla legalità. Lo stesso Crocetta ha costruito la sua candidatura alla guida della Sicilia tramite la legalità proposta già come metodo nella città di Gela, di cui era sindaco, e termine apripista per la scalata alla conquista del governo regionale. Come anche tutta una schiera di imprenditori e professionisti che hanno sposato la legalità come formula e parola espressiva in sintesi di una modalità diversa di fare impresa, di sviluppo del territorio e di chiaro contrasto alla criminalità organizzata e non. Tutto ciò è da vedere senza dubbio in maniera positiva, poiché la Sicilia oggi come ieri ha bisogno di una reale presa di consapevolezza dei propri limiti e delle proprie speranze. E il principio della legalità è senz’altro importante per giungere ad una svolta culturale, politica e sociale di cui abbiamo ancora oggi un impellente bisogno. Dalla questione appare, però, un punto critico: la legalità per quello che rappresenta come principio - ovvero rispetto della legge, delle norme - è la prospettiva giusta e meglio calibrata che fa al caso della Sicilia e dei siciliani in vista del proprio radicale rinnovamento? Forse altre dimensioni valoriali come la lealtà sono maggiormente estensive e perciò più efficaci?  

giovedì 19 settembre 2013

L’avvento di un Berlusca semi-democratico


di Rocco Gumina

L’estate sta finendo e la politica italiana nelle sue varie forme ed espressioni ci regala, prima dell’avvento dell’autunno e del rigido inverno, alcune sollecitazioni su cui vale la pena riflettere. Nonostante il caldo estivo i politici nostrani non hanno permesso una pausa sui temi “forti” dell’agenda politica come la situazione giudiziaria di Berlusconi, l’IMU, la ripresa economica, la legge elettorale. Il periodo di calura, però, ci ha concesso un’immagine fotografica che al di là delle ironie che si possono elaborare, ci permette di avviare una riflessione su di un tema davvero importante: dopo Berlusconi, che pare ormai sulla soglia del tramonto politico, quale leader canalizzerà maggiormente le attenzioni dei giornalisti e degli italiani?

mercoledì 18 settembre 2013

La mia settimana sociale dei cattolici italiani

di Lorenzo Banducci

Torino te la immagineresti grigia, fredda e persino un po’ rigida. Popolata di persone in abiti scuri, che vagano con le loro valigette, perse nei loro pensieri e concentrate nei loro affari. Come in tutti i pregiudizi la falsità scompare di fronte alla realtà dei fatti. Torino e la sua gente, Torino e le sue vie mi hanno accolto con affetto e grande dolcezza dal 12 al 15 settembre per la 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. Torino ha saputo mostrare il suo lato migliore, che è fatto anche di quelle figure sul cui volto brilla incessante la luce della fede e di Cristo. Torino e i suoi “Santi Sociali”: da don Bosco ad Allamano, dal Murialdo al Cottolengo hanno illuminato dal Cielo questa importante momento per la Chiesa Italiana.

martedì 17 settembre 2013

Incontro con Serena Noceti


    Durante la settimana teologica del MEIC Maria Savigni ha avuto modo di porre alcune domande alla professoressa Serena Noceti, docente stabile ordinario di teologia sistematica  presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “I. Galantini” di Firenze, che tiene corsi presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Arezzo e che è vicepresidente dell’Associazione Teologica Italiana

    E’ possibile ri-pensare la chiesta sotto una prospettiva di genere? In che modo la frattura tra Chiesa e donne che si è creata negli ultimi decenni può essere ricomposta?
    Penso che sia la sfida fondamentale del periodo post-conciliare. Con il Concilio infatti è stata recuperata una soggettualità dei laici e quindi si è potuto riscoprire la presenza ed il valore delle donne, che hanno potuto assumere ruoli ministeriali: le donne sono oggi catechiste, missonarie, studiose di teologia e voci competenti all’interno della Chiesa. I soggetti che pensano la Chiesa non sono più i sacerdoti celibi, ma soggetti, che possono essere uomini o donne. Sulla base della lettera ai Galati cap. 5 versetti 26-28 infatti si afferma che attraverso il battesimo siamo tutti uguali in Cristo Gesù, uomini e donne, e non ci devono essere discriminazioni sulla base della provenienza religiosa (ebraica o pagana), sociale, ed anche sessuale. Si tratta di una sfida possibile e anzi necessaria per l’evangelizzazione. Purtroppo però ancora poco è stato recepito degli studi delle donne, mancano spazi di confronto. Questa frattura si risanerà quando si darà maggiore ascolto alle donne considerandole non più come semplici destinatarie del messaggio evangelico ma si riconosceranno le esperienze di vita delle donne, sia nell’ambito pubblico che privato; quando non si pretenderà di imporre un certo modello antropologico di moglie e madre alle donne e inizierà un processo di riflessione, prendendo consapevolezza che la maggior parte dei praticanti sono di sesso di femminile. Nel momento in cui cadranno gli stereotipi di genere e le strutture patriarcali che vedono le donne impegnate alla base ma praticamente assenti laddove si prendono decisioni, allora sarà possibile arrivare ad un nuovo modello di Chiesa.

    Quale contributo alla riflessione teologica possono portare gli studi di genere? Quali sono le linee di ricerca all’interno della teologia contemporanea?
    Il genere è una categoria analitica. A partire dagli anni ’70 sono nate diverse scuole di pensiero, e ritengo importante – al contrario di quanto affermato nelle teorie performative di genere – che le differenze uomo-donna siano state culturalmente definite. Nell’ambito teologico bisogna considerare non più la donna come atto secondo della creazione, e rivedere anche l’ambito della teologia trinitaria, per riscoprire il volto materno di Dio e ripensare la teologia dei sacramenti, oltre che spirituale, riscoprendo le figure mistiche femminili. Le donne sono state particolarmente valorizzate nell’ambito esegetico, in cui il loro contributo è stato riconosciuto come significativo (vedi Pontificia commissione biblica sull’interpretazione della Scrittura nella vita della Chiesa n° 57). Un altro ambito da ripensare è quello della teologia liturgica e dei ministeri, come il diaconato femminile.

domenica 15 settembre 2013

Non esiste un modello cristiano di famiglia



di Ernesto Balducci

Svelare le mistificazioni e le menzogne.

A mio modo di vedere, è bene affrontare il referendum traendone tutti i vantaggi possibili, una volta che una certa parte ne ha messo in moto la macchina e nonostante che esso, con tutta evidenza, voglia coprire una manovra con obbiettivi reazionari.
Credo che il primo vantaggio sia proprio quello di convocare le masse ed in specie le comunità cristiane, come qui, stasera, ad affrontare in modo critico questo come altri problemi in cui rimane inceppata, per mancanza di consapevolezza, la nostra crescita sociale. Affrontare questi problemi, per svelare tutte le mistificazioni, le menzogne, concretizzate e dissimulate all’interno di certi principi suggestivi.

sabato 14 settembre 2013

Guerra e magistero


di Niccolò Bonetti
Presso taluni ambienti cattolici è invalsa la tesi che sia lecito ricorrere alla guerra per risolvere gravi contrasti di interessi fra stati sovrani purché esista una proporzione fra offesa e reazione e purché siano esaurite le vie diplomatiche. 
 Ora, questa tesi non è più conforme al magistero contemporaneo che definisce la guerra una sciagura e una tragedia senza se e senza ma: “riesce quasi impossibile pensare che nell'era atomica la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia “(Giovanni XXIII), inoltre essa “non rappresenta mai un mezzo idoneo per risolvere i problemi che sorgono tra le Nazioni, non lo è mai stato e mai lo sarà “.(Giovanni Paolo II). 

mercoledì 11 settembre 2013

Papa Francesco, i non credenti e la coscienza


di Lorenzo Banducci

Stavolta il Papa l’ha combinata grossa.
Ammetto di averlo pensato per un attimo mentre leggevo la lettera indirizzata da Papa Francesco al quotidiano “La Repubblica”. Consiglio a ciascuno di prendersi in mano il testo insieme alle due lettere antecedenti (7 luglio 2013 e 7 agosto 2013) di Eugenio Scalfari per condurre una riflessione personale autentica su temi che non si risolvono in poche righe ma che interrogano nel profondo la vita di ciascuno di noi. Vorrei restare, per quanto possibile in questo spazio, generico e vago senza entrare nello specifico delle questioni affrontate nei tre testi.

martedì 10 settembre 2013

Verso una «teologia della donna?»


di Françoise Renard (Rosée - Belgique)

in “www.comitedela jupe.fr” del 31 agosto 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)


Nel corso dell'intervista con i giornalisti che lo accompagnavano sull'aereo di ritorno dalla GMG di Rio il 31 luglio scorso, il papa ha parlato anche del ruolo delle donne nella Chiesa.
Ancora una volta, provo un profondo disagio, non solo sentendo ripetere un “no”categorico alla prospettiva di ordinazione di donne, ma soprattutto sentendo un discorso fondato su una reale incomprensione della piena e semplice umanità delle donne. Le parole di Francesco fanno presagire la volontà di trovare delle vie di riconoscimento dell'azione delle donne nella Chiesa, ma la riflessione mi sembra mal impostata.

lunedì 9 settembre 2013

Il pasticcio dei test d'ingresso


di Lorenzo Banducci

Aprendo il giornale di notizie buffe se ne leggono tante, ma quella che ho visto apparire oggi sui giornali online le ha schiacciate tutte.
Il ministro dell’istruzione Carrozza, infatti, a fianco del presidente del consiglio Enrico Letta ha annunciato che all’interno del “Decreto scuola” vi sarebbe stato posto per la cancellazione del così detto “bonus maturità”. Tale norma introduceva, all’interno dei test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso, la possibilità di avere un bonus nel punteggio in base al voto ottenuto all’esame di stato.

sabato 7 settembre 2013

Quando si occupavano le cattedrali

Dopo la primavera-estate del 1968, la protesta del movimento studentesco a Parma investì nuovi campi della vita sociale e culturale della città, tra i quali quello religioso. La presenza e l’esperienza dei giovani cattolici all’interno delle mobilitazioni universitarie trasformarono spesso il dibattito religioso postconciliare degli anni Sessanta in aperto conflitto con le gerarchie ecclesiastiche. Quando, il 14 settembre 1968, venne occupata la cattedrale di Parma, i gruppi e le comunità del dissenso cattolico italiano non avevano ancora utilizzato questo strumento di lotta. Gli unici casi di occupazione di chiese venivano dalla Francia (Parigi durante il maggio francese) e dal Cile (Santiago, 11 agosto 1968) 44. I gruppi del dissenso religioso, quindi, concretizzarono la loro lotta in un luogo nuovo sia per i contestatori stessi, sia per la gerarchia ecclesiastica che per l’opinione pubblica: il Duomo di Parma. Questo carattere di novità e, di conseguenza, di imprevedibilità diede all’evento un peso del tutto particolare, trasportandolo al di là degli angusti confini di una piccola città di provincia e trasformandolo in un avvenimento di importanza nazionale

Documento di occupazione

Abbiamo occupato la Cattedrale perché volevamo discutere nella casa di Dio, nostro Padre, i problemi della Chiesa, che è anche casa nostra. I fatti che ci hanno convinto ad intraprendere questa azione clamorosa sono i seguenti:

giovedì 5 settembre 2013

Guai a chi difende tesi temerarie basandosi sulle Scritture!


Agostino, Genesi alla lettera
 
Accade infatti assai spesso che, riguardo alla terra, al cielo, agli altri elementi di questo mondo, al moto e alla rivoluzione o anche alla grandezza e distanza degli astri, intorno alle eclissi del sole e della luna, al ciclo degli anni e delle stagioni, alla natura degli animali, delle piante, delle pietre e di tutte le altre cose di tal genere, anche un pagano abbia tali conoscenze da sostenerle con ragionamenti indiscutibili e in base ad esperienza personale. Orbene, sarebbe una cosa assai vergognosa e dannosa e da evitarsi a ogni costo, se quel pagano sentisse quel tale parlare di questi argomenti conforme - a suo parere - al senso delle Scritture cristiane dicendo invece tali assurdità che, vedendolo sbagliarsi - come suol dirsi - per quanto è largo il cielo, non potesse trattenersi dal ridere.

mercoledì 4 settembre 2013

Una cultura per la pace e per il creato


di Simone Morandini
Cultura, pace e creazione sono termini che ritornano - con frequenza minore o maggiore - nella riflessione di R. Bertalot, quale l'abbiamo conosciuta dai suoi scritti, ma anche dalla sua viva voce, sia nel contesto dell'Istituto S. Bernardino che, già venticinque anni or sono, durante le Sessioni del SAE al Passo della Mendola. In questo breve saggio proponiamo alcuni elementi di riflessione sul loro rapporto, in un percorso che riprende e sviluppa temi appresi dallo stesso Bertalot, per evidenziarne la rilevanza nel contesto attuale.

martedì 3 settembre 2013

Chiavacci e la bioetica


di Enrico Chiavacci

Questa sera vorrei fare un discorso serio sulla lettura della sessualità, visto che il tema è quello della fecondazione assistita. Qui si vedrà come l’esperienza umana - in senso lato - compresa quella scientifica, ma anche quella esistenziale degli esseri umani, ha portato ad un cambiamento radicale del modo di comprendere la sessualità, la vita di coppia e il matrimonio.
Tutto questo è successo a cavallo tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900: purtroppo gran parte di tutta la precettistica morale - sia cristiana che civile - non ha ancora capito questa transizione che già c’è stata. Per almeno millecinquecento anni - diciamo dal trecento-quattrocento dopo Cristo, fino alla metà del 1800 - si è visto il sesso come apparato funzionale alla riproduzione e tutto quello che non era funzionale alla riproduzione era semplicemente male, disordine contro la legge naturale, la quale vuole che tutto l’apparato sessuale serva alla riproduzione per cui quando non serve a questo si va contro la natura.
Tutto ciò è rimasto ancora nei nostri manuali di morale e l’idea di legare il puro fatto fisico del rapporto sessuale alla sua finalità procreativa, c’è sempre: in fondo solo nel 1983 è cambiato il Codice di Diritto Canonico, ma fino ad allora esso recitava che il fine primario del matrimonio è la riproduzione e l’educazione della prole, mentre il fine secondario è il mutuo aiuto e il rimedio alla concupiscenza, espressione importante che mostra come, se si fa l’amore senza l’intenzione di procreare, non è cosa bella ma è solo un rimedio alla concupiscenza.

Attenti all'originale


di Rocco Gumina

Nel clima politico e sociale di confusione e di incertezze che ci troviamo a vivere in questi tempi, Silvio Berlusconi ha pensato bene di sfruttare l’assist dell’amico-nemico Marco Pannella rappresentato dalla raccolta firme per i dodici referendum sulla giustizia, per il matrimonio breve, per l’abolizione dell’8X1000 alle confessioni religiose ecc. L’occasione presentata era ghiotta perché gli ha permesso di tornare in un contesto particolare sul tema della giustizia, e pertanto delle sue vicende con essa, come ormai fa da diverse settimane prima e dopo la sentenza di condanna che ha ricevuto. Il tema è il motore, rappresenta il demiurgo per il futuro del governo di grossa coalizione targato Letta. Infatti al di là dell’incomprensibile battaglia sull’IMU - date le ricadute negative in termini fiscali che ci saranno in ambito locale e in investimenti su sicurezza e altro - che il governo pare essere riuscito a superare, la vicenda giudiziale di Berlusconi - e non la giustizia in Italia – con i suoi continui risvolti è la questione che sembra reggere le sorti imminenti e future della nostra nazione. Oltre i naturali e immediati ragionamenti politici, morali e intellettivi che la situazione suscita, il problema è serio e ci mostra come e quanto il Paese Italia sia mutato nel corso dei sessant’anni post secondo conflitto mondiale, e non sempre in meglio.

lunedì 2 settembre 2013

In memoria di don Marco Bisceglia


di Emanuele Macca

Ho appena terminato la lettura del libro di Rocco Pezzano, “Troppo amore ti ucciderà – Le tre vite di don Marco Bisceglia” (ed. Edigrafema). E mi è rimasto un nodo alla gola, come spesso mi capita quando condivido storie forti di altre persone identificandomi in pezzi delle emozioni che esse sanno trasmettere.

Si parla di una persona che è stata sacerdote di formazione gesuita, guida spirituale nella principale parrocchia di Lavello (Potenza) dove fonda la “comunità di base” del Sacro Cuore legandosi così ai preti del dissenso rispetto alle Gerarchie Ecclesiastiche; all'arrivo delle forze dell'ordine per allontanarlo dalla parrocchia, la comunità di fatto si sfalda.

domenica 1 settembre 2013

Scoppi la pace; mai più la guerra!


di Papa Francesco

Quest’oggi, cari fratelli e sorelle, vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace! E’ il grido che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.