mercoledì 31 luglio 2013

Cittadini di fatto e cittadini di diritto….se non ora quando?

di Flavia Modica

Di recente, in un’intervista a Radio 24, il Ministro per l’Integrazione Kyenge è tornata sul tema della cittadinanza agli stranieri residenti in Italia, in particolare definendo in modo più dettagliato il concetto di ius soli a cui aveva fatto riferimento nelle prime dichiarazioni in materia, poco dopo la sua nomina al Ministero. Le suddette dichiarazioni avevano suscitato, e continuano a suscitare tutt’ora, un acceso dibattito sul tema, che non sempre purtroppo ha mantenuto toni adeguati ad un dibattito politico. «Come ministro ho posto un problema non per imporre un modello, ma con l'obiettivo di suscitare un dibattito nel Paese per adattare la normativa alla realtà italiana di oggi».  La Kyenge ha avuto senz’altro il merito di riaccendere i riflettori su un problema estremamente attuale, ma che fatica a trovare interlocutori seri e costanti nei nostri esponenti politici e al quale non è ancora stata data una risposta.

lunedì 29 luglio 2013

L’Unione Europea “portatrice sana” di democrazia e pace.

di Manuela Cilia

L’anno scorso l’Unione Europea ha vinto il prestigioso Premio Nobel per la Pace. Il comitato per il Nobel ha voluto premiare “il contributo dato per oltre 60 anni dall’UE alla promozione della pace e riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani”.
Questa onorificenza testimonia quanto l’UE abbia fatto in campo di diritti umani. Basta consultare l’art. 2 del Trattato sull’Unione Europea come modificato dal Trattato di Lisbona (TFUE) per comprendere i valori su cui l’UE si fonda: “L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri.”

domenica 28 luglio 2013

Tutto ciò che possiamo dire di Dio è falso


Procedendo quindi nella nostra ascesa diciamo che [la causa universale] non è né anima, né intelligenza, e non possiede né immaginazione, né opinione, né parola, né pensiero; che essa stessa non è né parola, né pensiero; e che non è oggetto né di discorso, né di pensiero. Non è né numero, né ordine, né grandezza, né piccolezza, né uguaglianza, né disuguaglianza, né somiglianza, né dissomiglianza; non sta ferma, né si muove, né rimane quieta, né possiede una forza, né è una forza; non è luce; non vive e non è vita; non è né essenza, né eternità, né tempo; non ammette neanche un contatto intellegibile; non è né scienza, né verità, né regno, né sapienza; non è né uno, né unità, né divinità, né bontà, non è neppure spirito, per quanto ne sappiamo; non è né figliolanza, né paternità, né qualcuna delle cose che possono essere conosciute da noi o da qualche altro essere; non è nessuno dei non-esseri e nessuno degli esseri, né gli esseri la conoscono in quanto esiste; e neppure essa conosce gli esseri in quanto esseri. A proposito di essa, non esistono né discorsi, né nomi, né conoscenza; non è né tenebra, né luce; né errore, né verità; non esistono affatto, a proposito di essa, né affermazioni, né negazioni: quando facciamo delle affermazioni o delle negazioni [a proposito delle realtà che vengono] dopo di essa, noi non l'affermiamo, né la neghiamo. In effetti, la causa perfetta ed unitaria di tutte le cose è al di sopra di ogni affermazione; e l'eccellenza di colui che è assolutamente staccato da tutto e al disopra di tutto è superiore ad ogni negazione.


Pseudo Dionigi l'Areopagita, Teologia mistica

Sessualità come esperienza della presenza di Dio


Il piacere sessuale nella sua verità, è l'unico fra i piaceri di cui l'uomo può godere, che perché possa essere impone all'uomo di uscire da sé, spezzando ogni egoismo. Soltanto l'uomo fa l'amore, gli altri animali si accoppiano: la diversità del termine dice che non c'è godimento pieno e vero se tutto il proprio essere non è donato, dato, travasato nell'altro, in un godimento che è anzitutto comunicazione di persone.Quando un uomo e una donna si uniscono nell'amore,il corpo diventa strumento, diventa espressione, diventa linguaggio di due persone che si comunicano la profondità del proprio essere: man mano che il rapporto si svolge, si amplia, raggiunge il suo culmine, è tutto l'essere che parla,che dice chi è,entrando in una comunicazione totale in cui tacciono le parole per dare spazio alla trasparenza più completa; l'orgasmo è un grido muto di svuotamento totale:«ecco, ti ho detto tutto».

sabato 27 luglio 2013

Tommaso D'Aquino e il sacerdozio femminile

di Umberto Eco

Non sono riuscito a trovare ancora, nella dottrina, delle ragioni persuasive per cui le donne debbano essere escluse dal sacerdozio (...). Non ho trovato ragioni scritturali (...). L’argomento simbolico non mi soddisfa. Nè mi soddisfa l'argomento arcaico per cui la donna in certi momenti della sua vita secerne impurità (...) Quando mi trovo così smarrito su questioni di dottrina io ricorro all'unica persona di cui mi fido, che è Tommaso d'Aquino. Or a Tommaso, che prima di essere dottore angelico era un uomo di straordinario buon senso, a più riprese si trova ad affrontare il problema se il sacerdozio sia solo prerogativa maschile. Per limitarci alla Summa Theologiae, se lo chiede in II, 11, 2, e si trova di fronte all'affermazione paolina ( nemmeno i santi sono perfetti) per cui le donne nell'assemblea ecclesiale debbono tacere, nè possono insegnare. Ma Tommaso trova nei Proverbi che “Unigenitus fui coram matrem meam, ea docebat me”.Come ne esce ? Accettando l' antropologia del suo tempo ( e che doveva fare ? ) : il sesso femminile deve essere sottomesso a quello maschile, e le femmine non sono perfette in sapienza.

Eucarestia senza prete?

André Lascaris, domenicano olandese, dal 1973 al 1992 si è dedicato alle iniziative per la pace nell'Irlanda del Nord. E' teologo al Dominican Study Centre for Theology and Society di Nijmegen. Nel 2007 è stato tra gli autori del discusso documento "Chiesa e ministero. Verso una Chiesa con un futuro".


COME È NATO QUESTO DOCUMENTO?
Il centro della vita della Chiesa cattolica è la celebrazione eucaristica, in Olanda cala il numero dei preti. Sempre più parrocchie ne sono prive e in molte città o regioni è divenuto difficile trovare una chiesa in cui si celebri la messa domenicale. A partire da questa situazione il Capitolo provinciale dei domenicani olandesi del 2005 decise di istituire "una commissione o gruppo di esperti, con l'incarico di studiare gli aspetti teologici della questione della presidenza eucaristica: se dipende dal ministero di uomini ordinati oppure dalla comunità ecclesiale o dai pastori da essa nominati a presiedere l'eucaristia. Tale studio dovrebbe sfociare in un documento che indichi una direzione che i domenicani vorrebbero offrire alla Chiesa d'Olanda, soprattutto alle parrocchie e ai centri di fede e spiritualità, con lo scopo precipuo di creare un dialogo aperto a cui possano partecipare tutte le parti interessate.

venerdì 26 luglio 2013

Europa: “Ma com’era cominciato tutto?”


di Manuela Cilia

“Scendendo verso le praterie fiorite, vicino al mare, Europa teneva in mano, sbalzato in nobili metalli, il suo destino. […] Un toro l’avrebbe rapita dall’Asia verso quella terra che si sarebbe chiamata Europa, come anni prima il disperato errare marino di una giovenca che aveva pascolato in terra greca si era concluso in Egitto, al lieve tocco della mano di Zeus.” Mi servo di questo breve frammento tratto da “Le nozze di Cadmo e Armonia” di Roberto Calasso per cominciare con voi, cari lettori di Nipoti di Maritain, una chiacchierata sulla nascita di quella che oggi si chiama Unione Europea e per ricordare insieme la grande opportunità che rappresenta soprattutto per noi giovani.

giovedì 25 luglio 2013

Che tipo di prete vogliamo?

 del Gruppo Advent (Regno Unito)

1. Non vogliamo qualcuno che si senta una vocazione sacerdotale, che si senta chiamato da Dio.Non dobbiamo perdere di vista la base del ministero presbiterale che è la comunità. È la comunità che chiama per il servizio della comunità.
2. Non vogliamo qualcuno che è stato allontanato dalla comunità e isolato per i sei anni della formazione. La maturità appropriata a un leader della comunità non può che svilupparsi in seno alla comunità (…)
3. Non vogliamo qualcuno che sia paracadutato dall’esterno della comunità (…).La nostra teologia, la nostra spiritualità devono essere incarnate. Devono potersi sviluppare nel terreno della cultura particolare, nazionale e locale.

martedì 23 luglio 2013

La "Luce della Fede" come sguardo pieno sul mondo

di Rocco Gumina

Il 29 giugno scorso è stata presentata l’enciclica Lumen Fidei. L’ultima di Benedetto XVI e la prima di Francesco. Il testo scritto a “quattro mani” e naturalmente firmato dal papa argentino, mostra in maniera evidente la qualità della relazione tra il papa emerito e il nuovo vescovo di Roma. Un rapporto, al di là della dimensione personale, fatto di continuità nell’umiltà, nella chiarezza, nella presa ferma delle responsabilità e di rimando delle azioni da operare. Un legame che ci richiama ai fondamenti del viver da uomini e da credenti con consapevolezza e maturità. Un’enciclica che partendo da questi presupposti viene indirizzata, a parer mio, a tutti i laici credenti e non come quando i primi grandi scrittori cristiani all’alba della cattolicità componevano le loro opere. Un testo che proprio per tali finalità, sembrerebbe una sorta di introduzione - ma allo stesso tempo approfondimento - sul nodo centrale per il cristianesimo e di richiamo per ogni altra credenza: la fede.

lunedì 22 luglio 2013

E' credibile la Chiesa?

di don Severino Dianich

da www.dimensionesperanza.it 

Nella missione si è convinti di avere con la fede una grande ricchezza di vita e si vuole che anche gli altri possano condividerla. La forma visibile della vita dei cristiani è parte essenziale dell’atto comunicativo del Vangelo.

Fra gli innumerevoli atti che compongono la missione, ce n'è uno dal quale dipende radicalmente l'esistenza della Chiesa: la comunicazione della fede a chi non crede in Cristo. È quello che il Nuovo Testamento chiama l'euanghélion.

La Chiesa si è perpetuata lungo la storia solo perché ci sono stati credenti che hanno comunicato ad altri la loro fede, da una generazione all'altra e andando da una parte all'altra della terra. Il fatto risulta appariscente e assume una particolare rilevanza sociale e storica quando avviene in un popolo nel quale mai è stato annunciato il Vangelo, che non ha nella sua compagine sociale nemmeno una, oppure così poche comunità cristiane, per culla sua cultura e i suoi costumi non sono influenzati dal Vangelo. In questi casi evangelizzare è una grande impresa, che ha sempre molto impegnato le strutture della Chiesa.

giovedì 18 luglio 2013

Giuseppe Lazzati: sentinella nella notte

di Rocco Gumina

Il 5 luglio scorso, Papa Francesco con apposito decreto ha riconosciuto le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Lazzati. È certamente un passo importante in vista dell’approvazione canonica - ovvero accettata e proposta come da esempio per l’intera Chiesa cattolica sparsa nel mondo - della santità di questa esperienza. È altresì un segnale molto rilevante perché la comunità dei credenti in Cristo riconosce l’imitazione di stati di vita legati a scelte e a vicende che in pieno sono addentrate nella storia degli uomini come quelle politiche, culturali e sociali in genere. La storia di Giuseppe Lazzati è una di esse. Egli è stato: docente universitario; dirigente dell’Azione Cattolica; prigioniero in un campo di concentramento nazista; padre costituente - insieme a Dossetti, La Pira, Moro, Fanfani e molti altri - all’indomani del secondo conflitto mondiale; rettore per molti anni della più importante istituzione universitaria cattolica quella del “Sacro Cuore” di Milano; animatore spirituale, culturale e politico di tante generazioni di giovani italiani. Fu anche fondatore di un istituto di laici consacrati nel e per il mondo denominato “Cristo Re”.

martedì 16 luglio 2013

Il preferito di Vanity Fair

di Gerolamo Fazzini


Ho in mano l'ultimo numero di "Vanity Fair", che ha eletto Papa Francesco «uomo dell'anno». Il settimanale dedica al Pontefice la copertina col titolo «Francesco papa coraggio», riprendendo il j'accuse per le morti dimenticate dei migranti lanciato durante la visita a Lampedusa. Secondo "Vanity Fair", i primi cento giorni di Bergoglio «lo hanno già messo in testa alla classifica dei leader mondiali che fanno la storia. Ma la rivoluzione continua».

domenica 14 luglio 2013

Il "parroco" del mondo con il coraggio di cambiare


di Rocco Gumina

Il Papa realizza la sua prima visita in qualità di vescovo di Roma e successore di Pietro a Lampedusa. Già questa, per i noti motivi sociali e politici, è una grossa notizia. Ma non si tratta solo di ciò. Infatti, l'intera gestazione e realizzazione di tale evento può farci intendere con giusto calibro qual è l'opzione ecclesiale del Papa "venuto da lontano". Una scelta profondamente legata e radicata alla semplicità evangelica compiuta integralmente in Cristo e ripresentata in figure come Francesco d'Assisi. Con essa il Papa argentino imprime una forza di volontà volta al cambiamento, pur rimanendo in assoluto legame con il magistero e le personalità dei suoi predecessori. Egli è in grado di leggere i segni dei tempi. Le sue scelte, le sue parole, i suoi gesti lo mostrano chiaramente. Così la Chiesa in continuità con la sua fondazione apostolica esprime sempre una giovinezza fresca e matura grazie alla sua essenza in perenne riforma. 

venerdì 12 luglio 2013

Il futuro dell'Ortodossia

Christos Yannaras è un filosofo e teologo ortodosso di Atene in Grecia, dove ha tenuto un corso di presentazione dell’ortodossia nel suo confronto con l’Occidente, che ha registrato un grande successo di uditori ed editoriale nel testo delle sue lezioni ateniesi, pubblicato con il titolo dimesso Abbecedario della fede(1983). Come scrive il prefatore, Michel Stravou, della traduzione francese ed italiana, pubblicata con il titolo La fede dell’esperienza ecclesiale. Introduzione alla teologia ortodossa, per il teologo neo-ellenico, «il termine “Occidente” non ha un significato strettamente geografico ma designa la civiltà moderna che si è imposta al mondo intero a partire dall’Europa occidentale»; e «il termine “ortodosso” non viene usato in senso confessionale stretto bensì nel senso di un riferimento costante alla fede universale, “cattolica”, della chiesa indivisa. […] Yannaras ritiene che un vero contributo allo sforzo di riconciliazione delle chiese consisterebbe nel lavorare a far riemergere questa ortodossia che si svela come un’orto-prassi attraverso le persone dei santi, i sacramenti e l’arte liturgica, segni della “vera vita”»




Uno sguardo storico alle condizioni nelle quali si e effettuata l’occidentalizzazione dei paesi dell’Oriente ortodosso, a cominciare dall’alterazione della coscienza culturale greca dopo la fondazione dello stato moderno in Grecia sul modello della fondazione della Russia di Pietro il Grande nel secolo XVIII, permetterebbe di evidenziare i problemi maggiori che sono connessi con l’interpretazione, con la presenza e con la testimonianza dell’Ortodossia ecclesiale ai nostri giorni. La distinzione tra Ortodossia e Occidente non è più facilmente discernibile, non è più evidente. L’Occidente, che non ha più frontiere geografiche, è dappertutto e rappresenta nella storia la prima civiltà dalle dimensioni realmente planetarie. E civiltà significa: presupposti teorici concreti di ordine ideologico o dogmatico, che si traducono coscientemente o no in un atteggiamento di vita, in un mododi vita quotidiano. 

giovedì 11 luglio 2013

Riforme concrete. Preti e laici della Versilia scrivono al Papa

di Valerio Gigante

da Adista

Lo hanno preso sul serio, papa Francesco, quando parla di collegialità, quando sostiene che «il vero potere è il servizio» che ha «il suo vertice luminoso sulla Croce» e che, in quanto servizio, rimanda all’idea di «azione di governo» come «amministrazione», piuttosto che come imperium. Lo hanno preso sul serio, e gli hanno scritto, inviando a lui, ai vescovi toscani ed alla stampa le loro richieste di riforma nella vita della Chiesa. Sono un’ottantina di credenti della Versilia, la cui riflessione è stata guidata ed animata da tre preti piuttosto noti in zona: don Lenzo Lenzi, storico della Chiesa, esperto in particolare delle vicende ecclesiali del lucchese, parroco dei Sette Santi alla Darsena (la parrocchia cui appartiene anche la Chiesina del Porto, costruita da don Sirio Politi e dove giacciono le sue spoglie), animatore nel 2012 di una campagna di boicotaggio che ebbe una certa eco in zona e che chiedeva ai parrocchiani di evitare bar ed esercizi commerciali che ospitavano videopoker; don Antonio Tigli, già assistente nazionale dell’Azione Cattolica Ragazzi tra gli anni ‘70 e ‘80 ed attuale parroco a Don Bosco; don Bruno Frediani, da sempre a fianco dei migranti, ma anche fondatore e presidente del Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità” di Lucca (che si occupa di disagio, emarginazione, tossicodipendenza, ma anche di assistenza domiciliare, agricoltura biologica, turismo sociale). Alla stesura definitiva del testo ha contributo anche un laico, Pierangelo Sordi, collaboratore del settimanale diocesano di Pontremoli, il Corriere Apuano.

mercoledì 10 luglio 2013

La Chiesa della testimonianza

di Lorenzo Banducci

Lunedì ho visto un uomo vestito di bianco su un’isola in mezzo al mare.
Papa Francesco ci ha regalato un'immagine romantica e densa di significati. Sono state forti e senza precedenti le sue parole che hanno scosso un’umanità gelida e indifferente, che hanno fatto tremare le nostre autorità intente, anche oggi, a districarsi nelle loro questioni piccolissime e del tutto insignificanti rispetto ai problemi che ingabbiano la vita delle persone, la vita dei più poveri.

sabato 6 luglio 2013

Un anno da Nipoti

di Lorenzo Banducci

Il 6 luglio 2012 passeggiavo per Pisa e, lo ammetto, avevo in testa tutto tranne che l’idea di creare un blog.

venerdì 5 luglio 2013

Viaggio nel paese che non cresce mai

di Giacomo Poggiali

Venti anni di berlusconismo sembrano volati e buttati via, perché ancora non ci abbiamo capito niente, non abbiamo imparato, non siamo cresciuti: non siamo pronti a voltare pagina. E la crescita che si è bloccata non è di certo solo quella dei numerini del PIL. 

giovedì 4 luglio 2013

La mia ultima ora di religione

Diamo avvio alla nostra nuova collaborazione con gli amici di www.vinonuovo.it pubblicando questa lettera ricevuta da un maturando corredata da qualche spunto di riflessione sulla scuola.

di Sergio Ventura

Una lettera ricevuta da un maturando. E qualche riflessione su un luogo in cui passano molte di quelle ormai novantanove pecorelle fuggite dall'ovile

mercoledì 3 luglio 2013

Bravi, eleganti, perbene

di Giorgio Romagnoni

Per presentare questa vignetta del nostro Giorgio usiamo le parole di don Primo Mazzolari: "e se t'ammazzo col portafoglio secondo la buona creanza borghese sono forse democratico?"




Campo estivo sulla cittadinanza attiva


Pubblichiamo oggi una breve presentazione offertaci dall’amico Giorgio Romagnoni di un’interessante iniziativa formativa sulla cittadinanza attiva.

di Giorgio Romagnoni

Ciao a tutti,

Siamo un gruppo di amici provenienti da varie associazioni e con diverse storie di impegno sociale alle spalle. Dopo aver fatto vari incontri, abbiamo deciso di affrontare la sfida di mettere insieme le nostre diverse realtà in un campo estivo. Siamo partiti da due presupposti: innanzitutto sentiamo tutti il bisogno di parlare di cittadinanza attiva per risvegliare una coscienza collettiva rispetto al bene comune, in secondo luogo ci siamo resi conto che le realtà associative, pur avendo molto da dire a riguardo, non si relazionano molto tra loro. Convinti che dal reciproco confronto possono esserci davvero dei vantaggi per tutti, abbiamo deciso allora di metterci insieme in forma autogestita in base ad una adesione individuale per fare rete e per creare un database di attività sull’impegno civile da fare in gruppi, scuole, associazioni con i ragazzi delle Superiori. se la nostra idea vi interessa contattateci assolutamente: dando un’occhiata al nostro gruppo Facebook SERATALTERNATIVA. Se volete darci una mano, scriveteci a jorgezorziibero.it, a cicciopizzgmail.com inviandoci un breve video o un breve testo di max 8 righe in cui ci raccontate delle tematiche sulla cittadinanza attiva, che secondo voi non possono non essere affrontate con i ragazzi, magari suggerendoci qualche attività, a cui avete partecipato e che credete sia il caso di diffondere. Grazie a tutti, speriamo di risentirci presto.

martedì 2 luglio 2013

C’è ancora posto per i cattolici democratici?

di Rocco Gumina


La recente rottura “a caldo” della fusione “a freddo” avvenuta nelle scorse politiche tra l’Unione di Centro guidata dall’evergreen Casini, buono per ogni stagione, e Mario Monti tecnico prestato alla politica per redimerla ma che adesso cerca espiazione da essa, ci può dare l’assist per l’avvio di una riflessione circa il destino attuale e futuro di quello che una volta veniva largamente inteso come “cattolicesimo democratico”. Infatti, nel contenitore UDC – Scelta Civica ormai scoppiato da più parti, vari sono stati i protagonisti da Olivero a Riccardi, da Buttiglione alla Binetti che in un modo o nell’altro si possono accostare - con le dovute differenze e qualità - alla storia politica cattolico - democratica. Questa - dai pionieri Murri e Toniolo, ai costituenti Dossetti e De Gasperi passando per Sturzo, La Pira, Lazzati, Fanfani e Moro - ha rappresentato per l’intera nazione italiana una risorsa in termini di progetti, di idee, di visione del mondo e di rappresentanza sociale e politica che ha grandemente contribuito a configurare la nostra democrazia così come viene espressa nel dettato costituzionale. Dopo lo scioglimento della DC e i vari tentativi fallimentari, lungo gli anni successivi, di riproposizione di una forza almeno d’ispirazione cattolico - democratica è giunto ormai il tempo di fare un bilancio in vista di una nuova ri – esistenza per quanti si sentano eredi di tale illustre storia politica.