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Noi, cattolici, ci rifiutiamo di condannare “il genere”

di Anne-Marie de la Haye e la segreteria del Comité de la Jupe in “www.comitedelajupe.fr” del 27 gennaio 2013 (traduzione: www.finesettimana.org) Siamo delle cristiane e dei cristiani, fedeli al messaggio del vangelo, e viviamo lealmente questo attaccamento all’interno della Chiesa cattolica. La nostra esperienza professionale, i nostri impegni associativi e le nostre vite di uomini e di donne ci danno la competenza per analizzare le evoluzioni dei rapporti tra gli uomini e le donne nelle società contemporanee, e per discernervi i segni dei tempi.

La Redenzione cristiana è incompatibile con la schiavitù

Il 25 Agosto del 1256, la campana dell’Arrengo chiama a raccolta i Bolognesi in Piazza Maggiore. È un accorrere festoso di uomini e di donne, persino di ragazzi, quasi tutti «servi» della città, e delle campagne vicine. Nel centro della piazza vi sono già, i rappresentanti delle Corporazioni delle Arti, con lance, spade e vessilli multicolori. Attorno ad essi, un'immensa folla discute, grida e ride. Alcuni dicono che il Comune libererà circa 6 mila servi; altri che il Comune pagherà per il riscatto 10 lire d'argento bolognesi per chi ha più di quattordici anni, mentre ne darà solo 8 per quelli di età inferiore. Tutti vorrebbero salire la scalinata che porta nel vasto Salone del Podestà. Le guardie del Comune, con lunghe mazze ferrate, tengono a stento libero il passaggio. Uno squillo di tromba annuncia l'arrivo delle supreme autorità. La folla batte le mani e gli stendardi si agitano. Preceduti dai valletti e seguiti dai giudici e dai notai, il Podestà e il Capitano del

Santa Apollonia martire

Al giorno d'oggi Santa Apollonia non è, per così dire, una santa molto famosa. Non è ricordata nel Breviario Romano, non è studiata per particolari carismi, per opere che avrebbe scritto o creato. Tuttavia è stata molto venerata nella tradizione della Chiesa, soprattutto a livello popolare. Ne danno testimonianza le innumerevoli sue raffigurazioni e le molte chiese ed oratori a lei dedicati in tutta Europa.

I cattolici: Ciao, vescovo, me ne vado!

di Britta Baas Ci sono reazioni molto diverse alla recente indagine condotta sui vari “ambienti sociali”  dall'Istituto  Sinus. Conservatori attorno a Wolfgang Ockenfels ritengono che l'analisi sociologica della Chiesa e dei suoi membri sia superflua.   Pensatori postmoderni come Matthias Sellmann trovano invece che i risultati siano “drammatici”. Certo è che i cattolici tedeschi e i loro vescovi sono sempre più estranei gli uni agli altri. Questa volta è tutto molto peggio: alcune istituzioni cattoliche in Germania hanno commissionato per la seconda volta un'indagine che è stata condotta nei vari ambienti sociali (“Milieus”)sull'orientamento religioso ed ecclesiale dei cattolici. Sembrava passato molto tempo dai risultati del primo studio nel 2005 che avevano provocato uno choc tra i “clericali”. A quel tempo l'istituto incaricato, Sinus Sociovision, aveva trovato una percentuale considerevolmente elevata di persone con un legame con la Chiesa solo in

Lettera a frate Raimondo da Capua: l'esecuzione di un condannato a morte

È una lettera al frate che fu direttore spirituale di Caterina e che poi divenne suo seguace. Vi si racconta in modo appassionato e sconvolgente l’assistenza a un condannato a morte, Nicolò di Toldo,giustiziato a Siena per aver partecipato a un movimento di rivolta nel 1375 circa. Il condannato, travolto dall’entusiasmo mistico di Caterina, finisce con l’accettare con letizia la morte come momento di congiunzione – anzi, di nozze – con la divinità. Il consueto motivo devoto del sangue di Cristo si fonde qui con quello del sangue della decapitazione. Il sangue del giustiziato alla fine si riversa sul corpo della santa: nella fusione del sangue di Nicolò con quello di Caterina e con quello di Gesù si realizza l’unità mistica dell’uomo con Dio. Al nome di Gesù Cristo crucifisso e di Maria dolce. A voi, dilettissimo e carissimo padre e figliulo mio caro in Cristo Gesù. Io Caterina, serva e schiava de' servi di Dio, scrivo a voi e racomandomivi nel pretioso sangue del Figliuolo di

Il peccato è inevitabile, ma tutto sarà bene, e tutto finirà bene

Con la mia abituale semplicità mi ero spesso domandata come mai la grande e preveggente sapienza di Dio non avesse impedito il sorgere del peccato. Perché in quel caso, pensavo, tutto sarebbe stato bene. Questo impulso curioso doveva essere assolutamente abbandonato; tuttavia ne ricavavo pianto e sofferenza, senza ragione né discernimento. Ma Gesù, che in questa visione m'informò di tutto quanto avevo bisogno, mi rispose con questa parola, e disse: “Il peccato è inevitabile, ma tutto sarà bene, e tutto finirà bene”.

Tutto è relativo e storico nella morale cristiana salvo l'amore?

1.La fede che opera mediante l’amore Si potrebbe partire da un’idea molto semplice : quello che Dio ci dice sull’uomo essenzialmente è che l’uomo è chiamato a decidersi nella carità per la fede o, che è la stessa cosa, nella fede per la carità; perché i contenuti di queste due virtù fondamentali, fede e carità, sono identici. Vale a dire: la fede è l’atto col quale l’uomo si abbandona a Dio tutt’intero liberamente, secondo la bellissima descrizione data dalla  Dei Verbum; quindi l’atto col quale liberamente l’uomo aderisce al disegno di Dio è l’atto di fede.   L’uomo è colui che è chiamato ad aderire a un disegno, con un atto di libertà, con un’opzione fondamentale, è chiamato a far suo o a respingere un disegno, una concezione, un progetto di uomo che Dio ha.  Questo atto col quale totalmente e liberamente l’uomo fa suo il disegno di Dio noi lo chiamiamo atto di fede, che è l’atto salvifico, mentre l’atto di perdizione, il “peccato”, è quello col quale l’uomo, invece di fa

Il Logos come musico: la metafora della creazione come un coro sinfonico

È lui, il Verbo santo del Padre, onnipotente ed assolutamente perfetto, che si estende su tutte le cose ed ovunque infonde la sua potenza, che illumina tutte le cose, visibili ed invisibili, contenendole e riunendole in lui. Egli non ne lascia alcuna al di fuori della sua potenza, ma vivifica e guarda tutte le cose, ciascuna isolatamente e tutto l'universo insieme. Egli mescola i principi di tutta la sostanza sensibile, il caldo e il freddo, l'umido e il secco, per farne un solo essere; egli impedisce loro di contrastarsi reciprocamente, facendone un accordo armonioso. Grazie a lui ed alla sua presenza, il fuoco non lotta contro il freddo, né l'umido contro il secco; al contrario, elementi di per sé stessi opposti, si riuniscono come amici e fratelli, donano la vita agli esseri visibili e sono per tutti i corpi i principi dell'esistenza.

Il cardinal Meisner permette una forma di “pillola del giorno dopo”

di Joachim Meisner   in “www.domradio.de” del 31 gennaio 2013 (traduzione: www.finesettimana.org ) Il cardinale e arcivescovo di Colonia Joachim Meisner ha deciso che in futuro la “pillola del giorno dopo” è permessa, se questo medicinale non ha l'effetto di far abortire, ma solo di impedire una fecondazione conseguente a violenza. Domradio.de documenta testualmente questa presa di posizione.

La repressione antimodernista

di Ernesto Buonaiuti,Il Pellegrino di Roma   Nel settembre del 1907 Pio X divulgava al mondo la Enciclica Pascendi dominici gregis. Son passati più che trentacinque anni da quel giorno nefasto. Il tempo, che tutto attutisce e tutto placa, non è riuscito a spegnere e ad assopire in cuor mio l’angoscia lacrimevole che quel documento mortifero vi suscitò, fin dal primo istante della sua comparsa. Al contrario, alla luce degli avvenimenti che da un trentacinquennio a questa parte si sono venuti svolgendo con furia uraganica e con acceleramento impressionante nei confini del mio paese e ancor più vastamente nell’universo civile, il senso di sgomento e di amarezza, provocato dalle martellanti accuse e dai farisaici e inquisitoriali provvedimenti contenuti nel documento papale lanciato contro il modernismo, si è fatto e si fa in me tanto più cocente e tanto più irreparabilmente tragico. Io non ho alcuna volontà di esagerare l’efficienza di quella enciclica; molto meno ho una qualsiasi