giovedì 31 ottobre 2013

L'avventura (ragionevole) dell'essere cristiani, dopo il novecento (3°parte)


di Eleon Borlini

L’autotrascendenza e l’altro: il fondamento della morale
Fatta salva la necessità dell’Io-corpo, l’antropologia filosofica che su di esso si fonda, e un rinnovato concetto di tempo, se lo svelarsi dell’essere nell’esistenza dell’uomo è, nel suo sistema di riferimento materiale, “da sempre”, e dunque ontologicamente fondamentale, ogni riflessione su di esso è da considerarsi un “atto secondo” della relazione originaria. L’essere-nel-mondo, per dirla con Heidegger, è la condizione di possibilità che rende l’uomo tale, poiché esso è da prima della riflessione stessa: esso è un trascendentale, o, meglio un esistenziale. Ora, è precisamente nella relazione con l’altro “ente” -per ora generico abitante del mondo, come nella teoria di Edelman- che anzitutto si dischiude la possibilità della libertà personale dell’uomo. Infatti, questa facoltà, che noi tutti sentiamo di avere, difficilmente potrebbe provenire dalla catena di causa ed effetto che sembra propria della maggior parte del processo epistemologico. Come ricordato sopra, la possibilità di intuizione matematica e, più in generale, della finitudine personale, e la critica al concetto spazializzato del tempo fisico, mostrano come sia possibile all’uomo di autotrascendersi. La “percezione riflessiva” del finito lo apre infatti, progressivamente, verso l’infinito. Nella prassi, questo è palese qualora si consideri che la propria volontà finita desidera costantemente trascendere i limiti prossimi delle capacità e delle competenze, verso limiti sempre meno definiti. “Verso”, in questo caso, è da intendersi in senso temporale, più che in senso spaziale (la qualità della coscienza, apprendimento e volontà, è infatti, come discusso al paragrafo precedente, tipicamente temporale). Proprio per la temporalità di questa progressione, è possibile intuire l’infinito ma non praticarlo: un ente finito non può dispiegarsi all’infinito in un tempo finito. Ma, mentre abbiamo l’intuizione di quest’autotrascendenza, al contempo e proprio per essa abbiamo esperienza delle immagini della realtà e percepiamo (anche qui, da ben prima di avere una coscienza autoriflessiva) la presenza di enti particolari, fra tutti gli enti. Li percepiamo come simili a noi tramite il linguaggio, per la forma, per gli atti. Dalla similitudine esteriore intuiamo la similitudine “totale”: riflettiamo che anch’essi sono uomini ed è grazie ad essi se siamo ancora vivi e se siamo quello che siamo. Sono ad esempio i nostri genitori che ci hanno dotato di quell’esserci, ed è proprio per il fatto che siamo grazie ad altri che l’essere-nel-mondo di cui sopra può diventare un essere-per-gli-altri. Il “trasporto” emotivo verso di loro, anche per il fatto che ci ricordano, a livello neuronale, “rappresentazioni disposizionali” (vedi Damasio) che si sono fissate associate ad un determinato stato corporeo, ci impegna nei loro confronti, anche –ma non solo, perché abbiamo esperienza della loro differenza– per il fatto che in essi vediamo noi stessi. E’ il fenomeno morale: l’altro ci appella e noi siamo chiamati a rispondere. Siamo chiamati a rispondere tramite un atto libero che ci autotrascende: ogni nostra scelta, pur precedentemente ponderata, nell’attuarsi è –kantianamente– immediata; non come la pura percezione che è estetica e poi analitica, ma direttamente analitica, influenzata ma non assolutamente determinata dal puro stato biologico dell’organismo. Se la libertà si manifesta anzitutto con l’azione, il discorso che su di essa si impernia non può che essere una filosofia pratica: è la morale, campo prettamente antropologica che ben qualifica l’essere umano. Evitando di addentrarci nella selva della questione morale, che ci porterebbe fuori dagli scopi prossimi di queste riflessioni, ritorniamo per chiudere il circolo a focalizzarci sulla Speranza che, ragionevolmente, possiamo nutrire (cfr. 1Pt 3,15).

martedì 29 ottobre 2013

Ripensare il relativismo


di Christian Albini

in “Viandanti” (www.viandanti.org) del 27 ottobre 2013

Credenti e no sono necessariamente avversari? Da sempre sostengo che non sia vero. Premetto che queste sono etichette fuorvianti, come ormai sostengono molti. Il «credente» è abitato dal dubbio e anche il «non-credente» conosce una sua fede e la ricerca. Tuttavia, sono categorie comode per semplificare i nostri discorsi, a patto di disinnescare alcuni luoghi comuni fuorvianti e dannosi.
Uno dei più importanti riguarda il significato del linguaggio del relativismo, che ha segnato il pontificato di Benedetto XVI, e l’uso che se ne fa. A lungo, il dissenso rispetto alle posizioni prevalenti tra i vertici della gerarchia cattolica, soprattutto in campo etico-legislativo, è stato respinto ricorrendo a quest’accusa. Il relativismo fa parte di quei concetti il cui significato è stato irrigidito e che vanno ri-compresi e ri-letti. C’è bisogno di una nuova comprensione di parole che sono state sequestrate dai settori più chiusi del cattolicesimo.

venerdì 25 ottobre 2013

Tra passato e futuro: il grande/piccolo centro


di Rocco Gumina

Due recenti avvenimenti mi spingono a riflettere sulla consistenza e l’eredità politica del Centro in Italia. Infatti in questa settimana che sta per concludersi Mario Monti da tecnico prestato alla politica ha finalmente, e forse, concluso la sua parabola d’impegno partitico; inoltre ho avuto la possibilità di ascoltare la figlia del grande statista Alcide De Gasperi, Maria Romana, invitata dall’Associazione “Alcide De Gasperi” di Caltanissetta. 

mercoledì 23 ottobre 2013

L'ultima speranza


Di Niccolò Bonetti

Oggi, il Senato, ha approvato in seconda lettura la proposta di legge costituzionale per l’istituzione del Comitato bicamerale per le riforme costituzionali ed elettorali con il voto favorevole di PD, PDL, Scelta civica e Lega Nord; adesso il ddl tornerà alla Camera per il definitivo via libera.
Essa, in caso di approvazione definitiva, sarà composta da venti senatori e venti deputati, nominati dai Presidenti delle Camere in base alla consistenza numerica dei gruppi e al numero dei voti conseguiti dalle liste ed esaminerà i progetti di legge di revisione costituzionale concernenti i titoli I, II, III e V della parte II della Costituzione e in materia elettorale.

martedì 22 ottobre 2013

L'avventura (ragionevole) dell'essere cristiani, dopo il novecento (2°parte)


Limiti delle neuroscienze: corpo oggetto ed Io-corpo

Pur esercitando indubitabile fascino, al metodo scientifico adoperato nello studio delle neuroscienze, fondato sull’oggettivazione del corpo umano, e talvolta sulla sola analisi elettrochimica molto parziale del sistema nervoso centrale, sfugge qualcosa di fondamentale, ossia gli aspetti che rendono l’uomo tale, e ne qualificano l’essenza. La prima di queste è la capacità di trascendere l’esperienza attraverso l’intuizione. A questo proposito si riportano, sempre per analogia, alcune riflessioni del fisico-matematico R. Penrose, che si basano sulla critica dell’IA forte (assimilazione della coscienza ad un software, più o meno indipendente dall’hardware cerebrale), a partire da alcuni corollari del teorema di Goedel. Uno di essi afferma: esistono proposizioni deducibili dagli assiomi di un sistema formale evidentemente vere ma che non hanno una dimostrazione all’interno del sistema. In altre parole, si riesce a stabilire la verità di certi tipi di proposizioni perché in qualche modo siamo riusciti a “vedere” che la proposizione è vera, pur non essendo ciò formalmente dimostrabile all’interno del sistema. Siffatta proposizione è denominata “proposizione di Goedel”. Si potrebbe pensare di allargare il sistema di assiomi originario per arrivare a comprendere tale proposizione, ma in tale sistema si creerebbero altre proposizioni indecidibili eppur evidenti, in un processo all’infinito. La deduzione logica cui conducono tali teoremi è, secondo Penrose, la seguente: l’algoritmo non è sufficiente per procedere all’interno della matematica, ed è quindi necessario un certo tipo di “intuito matematico”, un “intelletto” capace di “intus legere”: è necessario prendere le mosse da quello che i logici chiamano “principio di riflessione”, ovvero la capacità di riflettere sul significato del sistema di assiomi e di regole procedurali, trascendendo i limiti del sistema stesso, per essere in grado di codificare questa percezione intuitiva in ulteriori enunciati matematici veri, non deducibili da quegli stessi assiomi o regole. La mente non potrebbe dunque essere intesa semplicemente come un software –elenco consecutivo di istruzioni computabili–, seppur di vari ordini di grandezza più complicato dei sistemi operativi dei nostri persona computer, poiché suddette capacità che mostra trascendono la tipica compilazione dei programmi [7].

venerdì 18 ottobre 2013

Esequie Cristiane e Diritto Canonico: norme da rivedere?


di Lorenzo Banducci

La vicenda di Erich Priebke, capitano delle SS durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia condannato all’ergastolo per aver contribuito alla pianificazione e alla realizzazione del terribile eccidio delle Fosse Ardeatine, oltre a lasciarmi alquanto basito per l’irresponsabile gestione condotta da parte dello Stato Italiano da un lato e del Vicariato di Roma dall’altro spinge me ad intraprendere una riflessione sul significato del Rito Cristiano delle Esequie e su quella tanto discussa norma del Diritto Canonico che ne vieta la celebrazione in alcune circostanze.

giovedì 17 ottobre 2013

I nonni e la loro scuola di tenerezza


di Manuel Versari

La famiglia è il luogo delle più antiche relazioni, della prima esperienza del mondo e del passaggio dalla dipendenza all’autonomia. È quel complesso e articolato sistema di rapporti in cui si sviluppano legami destinati a rimanere unici e durare tutta la vita e, soprattutto, è il contesto naturale entro cui si definisce in primis l’identità della persona.

martedì 15 ottobre 2013

Siria. I cristiani sono a modo loro parte attiva nella rivoluzione


intervista a Ayman Abdel-Nour, a cura di Souriya 'ala toul

in “syrie.blog.lemonde.fr” del 13 ottobre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)
Souriya 'ala toul ha messo on line il 13 ottobre un'intervista dell'ingegnere Ayman Abedl-Nour, creatore e redattore capo di All4Syria.

Con più di 22.000 lettori quotidiani, questo sito è considerato da anni, da molto prima della rivoluzione, come il primo sito siriano di informazione on line, o addirittura il primo media siriano in assoluto.

Compagno di università di Bachar al-Assad, Ayman Abdel-Nour lo ha consigliato durante gli anni in cui si preparava al potere. Riteneva allora che l'amico volesse realmente riformare il paese. Ma, poco tempo dopo l'arrivo di Bachar al vertice dello Stato, ha perso speranza: invece di mettere in atto le riforme che avevano immaginato, Bachar si è affrettato a promulgare leggi destinate ad arricchire la famiglia della moglie, Asma al-Akhras, i figli dei suoi zii al-Assad e Maklouf, e un certo numero di persone a loro vicine.
Nel 2003, Ayman Abdel-Nour ha cominciato a prendere le distanze dalla presidenza e ha creato il sito di informazione All4Syria. Il suo nome arabo, Kullu-nâ churakâ' fî l-Watan (Siamo tutti partner nella patria) riflette meglio lo spirito e l'orientamento che questo “baathista per il rinnovamento” intendeva dare al suo lavoro. Non ha avuto libertà d'azione per molto tempo: minacciato dai funzionari del partito unico e dai loro complici nei servizi segreti, è stato costretto nel 2007 a fuggire dal suo paese con la sua famiglia. Da allora vive a Dubai, da dove continua, con il suo sito e con i suoi interventi nei media, a diffondere la sua visione di una Siria non confessionale, democratica e civile.
Dopo aver contribuito, nel 2011, alla creazione dell'associazione Syriens Chrétiens pour la Démocratie,ha partecipato al lancio di Syriens Chrétiens pour la Paix, una ONG che si inscrive nell'opposizione siriana. Cerca di rendere più consapevoli i cristiani siriani e lavora per dare soccorso ai siriani all'interno. Si batte per denunciare la pretesa di Bachar al-Assad di dichiararsi “protettore dei cristiani”, in Siria, in Libano e nell'insieme del Medio Oriente. Tenta di dimostrare, con il suo impegno accanto agli altri siriani, che, contrariamente a quanto afferma il regime, non tutti i cristiani hanno preso posizione contro i loro compatrioti che aspirano alla libertà e alla dignità.

lunedì 14 ottobre 2013

L'avventura (ragionevole) dell'essere Cristiani, dopo il Novecento (1° parte)

di Eleon Borlini

A mia nonna,
affinché non perda la sua fede semplice e genuina
proprio nel tempo dell’ultima prova.


Il fondamento dell’essere cristiano: la Resurrezione come evento storico

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.” (Lc 24,30-35)

domenica 13 ottobre 2013

Una proposta di smilitarizzazione dei cappellani militari

di Luigi Mariano Guzzo

I primi cristiani a chi chiedeva il battesimo, domandavano: “Fratello, scegli: o il battesimo o le armi?”. Quasi a significare che è evidente l’incompatibilità tra Vangelo e armi. Ma soprattutto ad indicare che l’unica strada percorribile per il cristiano è quella della non-violenza. E’ chiara, quindi, la contraddizione dei preti con le stellette, ovvero dei cappellani militari che assumono i gradi delle forze armate in quanto inseriti nella gerarchia militare. 

venerdì 11 ottobre 2013

Dopo i prelevamenti

 
È risaputo:
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l'atteggiamento verso di voi è un po' cambiato.
Vi chiamo "compagno",
mentre prima
"signore".
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un'aria un po' più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l'industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po' con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia

Vladimir Majakovskij


giovedì 10 ottobre 2013

La strada intrapresa da Friburgo sui divorziati risposati

Pubblichiamo oggi un’intervista a Eberhard Schockenhoff, a cura di KNA (Katholische Nachrichten Agentur) in “www.domradio.de” dell'8 ottobre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)

Il teologo morale cattolico friburghese Eberhard Schockenhoff ritiene che le nuove linee di
orientamento pastorale della diocesi di Friburgo siano un importante passo nel processo di riforma cattolico.

mercoledì 9 ottobre 2013

L'ateismo del credente

di Manuel Versari

Credente è colui che si protende verso la verità della fede, è colui che cerca di realizzarla nel pensiero, è colui che sonda instancabilmente l'invisibile e l’ignoto, conscio che questa verità non è di facile accesso. Egli non è quindi portatore di un pensiero totalizzante e rigido, ma vive una situazione di reale inquietudine, come quella data da un pensiero notturno che non ti lascia andare a riposare. Carico di attesa, egli assapora da una parte il conforto di una luce rassicurante che è venuta per rischiarare le tenebre e dall’altra attende di scoprire ciò che questa luce gli mostrerà in futuro.

lunedì 7 ottobre 2013

Basta con i minuti di silenzio!

di Flavia Modica

Dopo l’ennesima tragedia avvenuta al largo delle coste di Lampedusa, venerdì 4 ottobre, a mezzogiorno, si è celebrato un minuto di silenzio. Un gesto in sé carico di significato, ma che se stancamente ripetuto a fronte di tragedie simili, senza che a ciò si accompagnino decisioni e azioni concrete, non è che un mero atto retorico. 

venerdì 4 ottobre 2013

Migranti: stranieri anche per la Chiesa?

di Luciano Grandi


La parola migrazione raccoglie un fenomeno che interessa 214 milioni di persone, che si spostano per varie cause: il 50% di quelle persone fugge da una situazione economica e sociale drammatica (mancanza di cibo, difficoltà di accesso all'acqua potabile), mentre l'altra metà cerca riparo dalle 22 guerre in atto o dai ricorrenti disastri ambientali (alluvioni, terremoti) che interessano Asia e Africa. I migranti presenti nel nostro paese hanno raggiunto la cifra di 5 milioni, in rappresentanza di 194 nazionalità. Al loro interno vi sono 2,9 milioni di cristiani.

giovedì 3 ottobre 2013

Il Dio "vivente" di Papa Francesco


di Rocco Gumina

La recente intervista cha Papa Francesco ha rilasciato alla celebre rivista gesuitica La Civiltà Cattolica, permette di continuare un dibattito, più che altro giornalistico, mai tramontato circa le presunte “aperture” o “chiusure” della Chiesa e dei suoi pontefici sui temi considerati scottanti come l’omosessualità, l’aborto, i divorziati risposati ecc.