mercoledì 18 dicembre 2013

Ve la racconto io la FUCI


di Lorenzo Banducci

Ogni tanto fermarsi fa bene. Consente di distendersi un attimo, rilassarsi, guardarsi intorno, concentrarsi sull’essenziale. In tal senso va interpretata la mia sparizione temporanea dalla rete e dal blog “Nipoti di Maritain” che ormai da un anno e mezzo porto avanti insieme ad amici e amiche sparsi per il Bel Paese.

domenica 17 novembre 2013

Finlandia, FUCI ed Erasmus


di Davide Cilia

Tempo fa, di ritorno dal mio periodo di studi Erasmus, mi è stato chiesto di raccontare i mesi trascorsi a Helsinki, in Finlandia. Cercherò di giustificare il mio racconto in questo blog evidenziando gli aspetti che potrebbero interessare chi si interroga sul valore di questo programma di studi intra-europeo o piuttosto chi si chiede come funzioni concretamente il famoso sistema di welfare dei paesi scandinavi tanto elogiato.  

domenica 3 novembre 2013

La famiglia e le sue reti relazionali - La figura del padre


di Manuel Versari

L’esistenza dell’uomo è oggi rappresentata da una sempre più fitta rete di relazioni. L’ampiezza e l’intensità di tali relazioni hanno oltrepassato, oggi, i confini di ogni nazione, mentre l’accelerazione e la facilità di questi rapporti richiedono di adeguarsi a contesti sempre più differenti. Da una parte, dunque, un ampio spazio per ciascuno, con sempre minori barriere e sempre maggiori stimoli; dall’altra, il bisogno di legami affettivi, gli unici in grado di fornire certezze e sicurezza. Insomma, un panorama che si fa avventuroso al punto di perdersi.
Ho cercato, basandomi su un’alchimia tra Scienze Educative e un mio personale pensiero, di analizzare l’importanza dei singoli ruoli in una relazione famigliare, perché esprimano al meglio le loro personali capacità dentro un piano che è quello dell’insieme. Tutto ciò senza la presunzione di insegnare niente a nessuno, ma esclusivamente con l’intento di una riflessione su cui poi ognuno farà il suo ragionamento.

sabato 2 novembre 2013

Quali luoghi, quali riti per i funerali di domani?


di Christian de Cacqueray, Jean Ruellan, Frédéric Mounier

in “La Croix” del 29 ottobre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)

«La soggettivizzazione, fondata sull' “io”, fa problema per la Chiesa»
Dichiarazioni di Christian de Cacqueray (direttore del Service catholique des funérailles), raccolte da Frédéric Mounier

Di fatto, i cimiteri sono sempre meno frequentati. Un numero sempre maggiore di defunti e di loro parenti neppure vi entrano, soprattutto per l'aumento delle cremazioni, della dispersione delle ceneri, e quindi della scomparsa delle tracce lasciate dai defunti.
Inoltre, si constata un cambiamento importante nel tono delle celebrazioni: sono ormai molto personalizzate. Si parla del defunto: “Per me era... Per lui ero...” Questa soggettivizzazione, fondata sull' “io”, fa problema per la Chiesa, perché il suo rito è fondato su un “noi”, su una dimensione collettiva di affiliazione e su una trascendenza. Propone, nel percorso funebre, una speranza che si radica in un luogo di testimonianza e di servizio.
Come accogliere, sul piano pastorale, questa nuova domanda, questo sguardo orizzontale che non desidera uscire dall'intimo, col rischio della saturazione degli interventi? Come può la Chiesa accogliere questa forte domanda di personalizzazione? Propone una prestazione rituale o invece una relazione?
Infatti, il rito cattolico si svolge in un tempo predefinito, con una presidenza determinata e la proposta di una parola sul divenire del defunto. Il rito di addio fa riferimento al dopo. Invece, la dispersione delle ceneri, ad esempio, segna un punto finale senza speranza. Certo, la legge del 2008 regola questa dispersione, ma si sa che la maggior parte delle famiglie ritirano personalmente le ceneri. Non è possibile alcun controllo. E oggi nulla invita, sul piano architettonico, a creare dei luoghi di memoria ai quali si desidererebbe aderire.
In risposta ai bisogni di molte famiglie che non sanno più situarsi, le pompe funebri sviluppano dei riti alternativi. Con lo sviluppo dei crematori e delle sale funerarie, il percorso funerario si restringe e passa sempre meno dalla Chiesa.

I cimiteri si adattano alla laicizzazione della morte


di Frédéric Mounier

in “La Croix” del 29 ottobre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)

Le ceneri umane sono lì, sparse ai piedi degli alberi. A pochi passi dall'entrata del cimitero intercomunale di Joncherolles (Seine-Saint Denis), in prossimità del crematorio, che riceve 1200 corpi all'anno, il “Giardino del ricordo” ha un'atmosfera di tranquillità. Voluto in tutti i comuni di più di 2000 abitanti dalla legge del 19 dicembre 2008, riguardante la cremazione, ormai parte preponderante delle esequie, il “Giardino del ricordo” di Joncherolles ha conosciuto un'evoluzione interessante. Ce la spiega Mathieu Legrand, suo conservatore: “In teoria, le ceneri devono essere versate nel “pozzo delle ceneri”. Il pozzo, chiuso da una piattaforma di ciottoli, è circondato da un memoriale composto di targhe nominative che ricordano le identità dei defunti. Ma, ecco che “gli alberi sono diventati sepolture. È un modo diverso di vivere il lutto”, constata il conservatore.

venerdì 1 novembre 2013

L'elezione misteriosa della grazia

Certamente questa scelta è cosí misteriosa che ci è assolutamente impossibile scorgerla nella medesima pasta o, se è percepita da qualcuno, io confesso la mia incapacità su questo punto. Se mi è permessa una qualche opinione sull'indagine di questa scelta, non trovo infatti altri motivi nella scelta degli uomini in vista della grazia salvifica all'infuori o del maggiore ingegno o della minore colpevolezza o di entrambe le cose. Aggiungiamo pure, se piace, una formazione dottrinale fruttuosa e onesta. Sembra quindi che la scelta per la grazia debba cadere su chi è irretito e macchiato solo da colpe veniali (chi mai ne è esente?), è di notevole ingegno ed è versato nelle arti liberali.

giovedì 31 ottobre 2013

L'avventura (ragionevole) dell'essere cristiani, dopo il novecento (3°parte)


di Eleon Borlini

L’autotrascendenza e l’altro: il fondamento della morale
Fatta salva la necessità dell’Io-corpo, l’antropologia filosofica che su di esso si fonda, e un rinnovato concetto di tempo, se lo svelarsi dell’essere nell’esistenza dell’uomo è, nel suo sistema di riferimento materiale, “da sempre”, e dunque ontologicamente fondamentale, ogni riflessione su di esso è da considerarsi un “atto secondo” della relazione originaria. L’essere-nel-mondo, per dirla con Heidegger, è la condizione di possibilità che rende l’uomo tale, poiché esso è da prima della riflessione stessa: esso è un trascendentale, o, meglio un esistenziale. Ora, è precisamente nella relazione con l’altro “ente” -per ora generico abitante del mondo, come nella teoria di Edelman- che anzitutto si dischiude la possibilità della libertà personale dell’uomo. Infatti, questa facoltà, che noi tutti sentiamo di avere, difficilmente potrebbe provenire dalla catena di causa ed effetto che sembra propria della maggior parte del processo epistemologico. Come ricordato sopra, la possibilità di intuizione matematica e, più in generale, della finitudine personale, e la critica al concetto spazializzato del tempo fisico, mostrano come sia possibile all’uomo di autotrascendersi. La “percezione riflessiva” del finito lo apre infatti, progressivamente, verso l’infinito. Nella prassi, questo è palese qualora si consideri che la propria volontà finita desidera costantemente trascendere i limiti prossimi delle capacità e delle competenze, verso limiti sempre meno definiti. “Verso”, in questo caso, è da intendersi in senso temporale, più che in senso spaziale (la qualità della coscienza, apprendimento e volontà, è infatti, come discusso al paragrafo precedente, tipicamente temporale). Proprio per la temporalità di questa progressione, è possibile intuire l’infinito ma non praticarlo: un ente finito non può dispiegarsi all’infinito in un tempo finito. Ma, mentre abbiamo l’intuizione di quest’autotrascendenza, al contempo e proprio per essa abbiamo esperienza delle immagini della realtà e percepiamo (anche qui, da ben prima di avere una coscienza autoriflessiva) la presenza di enti particolari, fra tutti gli enti. Li percepiamo come simili a noi tramite il linguaggio, per la forma, per gli atti. Dalla similitudine esteriore intuiamo la similitudine “totale”: riflettiamo che anch’essi sono uomini ed è grazie ad essi se siamo ancora vivi e se siamo quello che siamo. Sono ad esempio i nostri genitori che ci hanno dotato di quell’esserci, ed è proprio per il fatto che siamo grazie ad altri che l’essere-nel-mondo di cui sopra può diventare un essere-per-gli-altri. Il “trasporto” emotivo verso di loro, anche per il fatto che ci ricordano, a livello neuronale, “rappresentazioni disposizionali” (vedi Damasio) che si sono fissate associate ad un determinato stato corporeo, ci impegna nei loro confronti, anche –ma non solo, perché abbiamo esperienza della loro differenza– per il fatto che in essi vediamo noi stessi. E’ il fenomeno morale: l’altro ci appella e noi siamo chiamati a rispondere. Siamo chiamati a rispondere tramite un atto libero che ci autotrascende: ogni nostra scelta, pur precedentemente ponderata, nell’attuarsi è –kantianamente– immediata; non come la pura percezione che è estetica e poi analitica, ma direttamente analitica, influenzata ma non assolutamente determinata dal puro stato biologico dell’organismo. Se la libertà si manifesta anzitutto con l’azione, il discorso che su di essa si impernia non può che essere una filosofia pratica: è la morale, campo prettamente antropologica che ben qualifica l’essere umano. Evitando di addentrarci nella selva della questione morale, che ci porterebbe fuori dagli scopi prossimi di queste riflessioni, ritorniamo per chiudere il circolo a focalizzarci sulla Speranza che, ragionevolmente, possiamo nutrire (cfr. 1Pt 3,15).

martedì 29 ottobre 2013

Ripensare il relativismo


di Christian Albini

in “Viandanti” (www.viandanti.org) del 27 ottobre 2013

Credenti e no sono necessariamente avversari? Da sempre sostengo che non sia vero. Premetto che queste sono etichette fuorvianti, come ormai sostengono molti. Il «credente» è abitato dal dubbio e anche il «non-credente» conosce una sua fede e la ricerca. Tuttavia, sono categorie comode per semplificare i nostri discorsi, a patto di disinnescare alcuni luoghi comuni fuorvianti e dannosi.
Uno dei più importanti riguarda il significato del linguaggio del relativismo, che ha segnato il pontificato di Benedetto XVI, e l’uso che se ne fa. A lungo, il dissenso rispetto alle posizioni prevalenti tra i vertici della gerarchia cattolica, soprattutto in campo etico-legislativo, è stato respinto ricorrendo a quest’accusa. Il relativismo fa parte di quei concetti il cui significato è stato irrigidito e che vanno ri-compresi e ri-letti. C’è bisogno di una nuova comprensione di parole che sono state sequestrate dai settori più chiusi del cattolicesimo.

venerdì 25 ottobre 2013

Tra passato e futuro: il grande/piccolo centro


di Rocco Gumina

Due recenti avvenimenti mi spingono a riflettere sulla consistenza e l’eredità politica del Centro in Italia. Infatti in questa settimana che sta per concludersi Mario Monti da tecnico prestato alla politica ha finalmente, e forse, concluso la sua parabola d’impegno partitico; inoltre ho avuto la possibilità di ascoltare la figlia del grande statista Alcide De Gasperi, Maria Romana, invitata dall’Associazione “Alcide De Gasperi” di Caltanissetta. 

mercoledì 23 ottobre 2013

L'ultima speranza


Di Niccolò Bonetti

Oggi, il Senato, ha approvato in seconda lettura la proposta di legge costituzionale per l’istituzione del Comitato bicamerale per le riforme costituzionali ed elettorali con il voto favorevole di PD, PDL, Scelta civica e Lega Nord; adesso il ddl tornerà alla Camera per il definitivo via libera.
Essa, in caso di approvazione definitiva, sarà composta da venti senatori e venti deputati, nominati dai Presidenti delle Camere in base alla consistenza numerica dei gruppi e al numero dei voti conseguiti dalle liste ed esaminerà i progetti di legge di revisione costituzionale concernenti i titoli I, II, III e V della parte II della Costituzione e in materia elettorale.

martedì 22 ottobre 2013

L'avventura (ragionevole) dell'essere cristiani, dopo il novecento (2°parte)


Limiti delle neuroscienze: corpo oggetto ed Io-corpo

Pur esercitando indubitabile fascino, al metodo scientifico adoperato nello studio delle neuroscienze, fondato sull’oggettivazione del corpo umano, e talvolta sulla sola analisi elettrochimica molto parziale del sistema nervoso centrale, sfugge qualcosa di fondamentale, ossia gli aspetti che rendono l’uomo tale, e ne qualificano l’essenza. La prima di queste è la capacità di trascendere l’esperienza attraverso l’intuizione. A questo proposito si riportano, sempre per analogia, alcune riflessioni del fisico-matematico R. Penrose, che si basano sulla critica dell’IA forte (assimilazione della coscienza ad un software, più o meno indipendente dall’hardware cerebrale), a partire da alcuni corollari del teorema di Goedel. Uno di essi afferma: esistono proposizioni deducibili dagli assiomi di un sistema formale evidentemente vere ma che non hanno una dimostrazione all’interno del sistema. In altre parole, si riesce a stabilire la verità di certi tipi di proposizioni perché in qualche modo siamo riusciti a “vedere” che la proposizione è vera, pur non essendo ciò formalmente dimostrabile all’interno del sistema. Siffatta proposizione è denominata “proposizione di Goedel”. Si potrebbe pensare di allargare il sistema di assiomi originario per arrivare a comprendere tale proposizione, ma in tale sistema si creerebbero altre proposizioni indecidibili eppur evidenti, in un processo all’infinito. La deduzione logica cui conducono tali teoremi è, secondo Penrose, la seguente: l’algoritmo non è sufficiente per procedere all’interno della matematica, ed è quindi necessario un certo tipo di “intuito matematico”, un “intelletto” capace di “intus legere”: è necessario prendere le mosse da quello che i logici chiamano “principio di riflessione”, ovvero la capacità di riflettere sul significato del sistema di assiomi e di regole procedurali, trascendendo i limiti del sistema stesso, per essere in grado di codificare questa percezione intuitiva in ulteriori enunciati matematici veri, non deducibili da quegli stessi assiomi o regole. La mente non potrebbe dunque essere intesa semplicemente come un software –elenco consecutivo di istruzioni computabili–, seppur di vari ordini di grandezza più complicato dei sistemi operativi dei nostri persona computer, poiché suddette capacità che mostra trascendono la tipica compilazione dei programmi [7].

venerdì 18 ottobre 2013

Esequie Cristiane e Diritto Canonico: norme da rivedere?


di Lorenzo Banducci

La vicenda di Erich Priebke, capitano delle SS durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia condannato all’ergastolo per aver contribuito alla pianificazione e alla realizzazione del terribile eccidio delle Fosse Ardeatine, oltre a lasciarmi alquanto basito per l’irresponsabile gestione condotta da parte dello Stato Italiano da un lato e del Vicariato di Roma dall’altro spinge me ad intraprendere una riflessione sul significato del Rito Cristiano delle Esequie e su quella tanto discussa norma del Diritto Canonico che ne vieta la celebrazione in alcune circostanze.

giovedì 17 ottobre 2013

I nonni e la loro scuola di tenerezza


di Manuel Versari

La famiglia è il luogo delle più antiche relazioni, della prima esperienza del mondo e del passaggio dalla dipendenza all’autonomia. È quel complesso e articolato sistema di rapporti in cui si sviluppano legami destinati a rimanere unici e durare tutta la vita e, soprattutto, è il contesto naturale entro cui si definisce in primis l’identità della persona.

martedì 15 ottobre 2013

Siria. I cristiani sono a modo loro parte attiva nella rivoluzione


intervista a Ayman Abdel-Nour, a cura di Souriya 'ala toul

in “syrie.blog.lemonde.fr” del 13 ottobre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)
Souriya 'ala toul ha messo on line il 13 ottobre un'intervista dell'ingegnere Ayman Abedl-Nour, creatore e redattore capo di All4Syria.

Con più di 22.000 lettori quotidiani, questo sito è considerato da anni, da molto prima della rivoluzione, come il primo sito siriano di informazione on line, o addirittura il primo media siriano in assoluto.

Compagno di università di Bachar al-Assad, Ayman Abdel-Nour lo ha consigliato durante gli anni in cui si preparava al potere. Riteneva allora che l'amico volesse realmente riformare il paese. Ma, poco tempo dopo l'arrivo di Bachar al vertice dello Stato, ha perso speranza: invece di mettere in atto le riforme che avevano immaginato, Bachar si è affrettato a promulgare leggi destinate ad arricchire la famiglia della moglie, Asma al-Akhras, i figli dei suoi zii al-Assad e Maklouf, e un certo numero di persone a loro vicine.
Nel 2003, Ayman Abdel-Nour ha cominciato a prendere le distanze dalla presidenza e ha creato il sito di informazione All4Syria. Il suo nome arabo, Kullu-nâ churakâ' fî l-Watan (Siamo tutti partner nella patria) riflette meglio lo spirito e l'orientamento che questo “baathista per il rinnovamento” intendeva dare al suo lavoro. Non ha avuto libertà d'azione per molto tempo: minacciato dai funzionari del partito unico e dai loro complici nei servizi segreti, è stato costretto nel 2007 a fuggire dal suo paese con la sua famiglia. Da allora vive a Dubai, da dove continua, con il suo sito e con i suoi interventi nei media, a diffondere la sua visione di una Siria non confessionale, democratica e civile.
Dopo aver contribuito, nel 2011, alla creazione dell'associazione Syriens Chrétiens pour la Démocratie,ha partecipato al lancio di Syriens Chrétiens pour la Paix, una ONG che si inscrive nell'opposizione siriana. Cerca di rendere più consapevoli i cristiani siriani e lavora per dare soccorso ai siriani all'interno. Si batte per denunciare la pretesa di Bachar al-Assad di dichiararsi “protettore dei cristiani”, in Siria, in Libano e nell'insieme del Medio Oriente. Tenta di dimostrare, con il suo impegno accanto agli altri siriani, che, contrariamente a quanto afferma il regime, non tutti i cristiani hanno preso posizione contro i loro compatrioti che aspirano alla libertà e alla dignità.

lunedì 14 ottobre 2013

L'avventura (ragionevole) dell'essere Cristiani, dopo il Novecento (1° parte)

di Eleon Borlini

A mia nonna,
affinché non perda la sua fede semplice e genuina
proprio nel tempo dell’ultima prova.


Il fondamento dell’essere cristiano: la Resurrezione come evento storico

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.” (Lc 24,30-35)

domenica 13 ottobre 2013

Una proposta di smilitarizzazione dei cappellani militari

di Luigi Mariano Guzzo

I primi cristiani a chi chiedeva il battesimo, domandavano: “Fratello, scegli: o il battesimo o le armi?”. Quasi a significare che è evidente l’incompatibilità tra Vangelo e armi. Ma soprattutto ad indicare che l’unica strada percorribile per il cristiano è quella della non-violenza. E’ chiara, quindi, la contraddizione dei preti con le stellette, ovvero dei cappellani militari che assumono i gradi delle forze armate in quanto inseriti nella gerarchia militare. 

venerdì 11 ottobre 2013

Dopo i prelevamenti

 
È risaputo:
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l'atteggiamento verso di voi è un po' cambiato.
Vi chiamo "compagno",
mentre prima
"signore".
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un'aria un po' più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l'industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po' con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia

Vladimir Majakovskij


giovedì 10 ottobre 2013

La strada intrapresa da Friburgo sui divorziati risposati

Pubblichiamo oggi un’intervista a Eberhard Schockenhoff, a cura di KNA (Katholische Nachrichten Agentur) in “www.domradio.de” dell'8 ottobre 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)

Il teologo morale cattolico friburghese Eberhard Schockenhoff ritiene che le nuove linee di
orientamento pastorale della diocesi di Friburgo siano un importante passo nel processo di riforma cattolico.

mercoledì 9 ottobre 2013

L'ateismo del credente

di Manuel Versari

Credente è colui che si protende verso la verità della fede, è colui che cerca di realizzarla nel pensiero, è colui che sonda instancabilmente l'invisibile e l’ignoto, conscio che questa verità non è di facile accesso. Egli non è quindi portatore di un pensiero totalizzante e rigido, ma vive una situazione di reale inquietudine, come quella data da un pensiero notturno che non ti lascia andare a riposare. Carico di attesa, egli assapora da una parte il conforto di una luce rassicurante che è venuta per rischiarare le tenebre e dall’altra attende di scoprire ciò che questa luce gli mostrerà in futuro.

lunedì 7 ottobre 2013

Basta con i minuti di silenzio!

di Flavia Modica

Dopo l’ennesima tragedia avvenuta al largo delle coste di Lampedusa, venerdì 4 ottobre, a mezzogiorno, si è celebrato un minuto di silenzio. Un gesto in sé carico di significato, ma che se stancamente ripetuto a fronte di tragedie simili, senza che a ciò si accompagnino decisioni e azioni concrete, non è che un mero atto retorico. 

venerdì 4 ottobre 2013

Migranti: stranieri anche per la Chiesa?

di Luciano Grandi


La parola migrazione raccoglie un fenomeno che interessa 214 milioni di persone, che si spostano per varie cause: il 50% di quelle persone fugge da una situazione economica e sociale drammatica (mancanza di cibo, difficoltà di accesso all'acqua potabile), mentre l'altra metà cerca riparo dalle 22 guerre in atto o dai ricorrenti disastri ambientali (alluvioni, terremoti) che interessano Asia e Africa. I migranti presenti nel nostro paese hanno raggiunto la cifra di 5 milioni, in rappresentanza di 194 nazionalità. Al loro interno vi sono 2,9 milioni di cristiani.

giovedì 3 ottobre 2013

Il Dio "vivente" di Papa Francesco


di Rocco Gumina

La recente intervista cha Papa Francesco ha rilasciato alla celebre rivista gesuitica La Civiltà Cattolica, permette di continuare un dibattito, più che altro giornalistico, mai tramontato circa le presunte “aperture” o “chiusure” della Chiesa e dei suoi pontefici sui temi considerati scottanti come l’omosessualità, l’aborto, i divorziati risposati ecc.

domenica 29 settembre 2013

Che c’è dunque di comune fra Atene e Gerusalemme?


La superiorità del cristianesimo sulla filosofia

Mi sembra di aver confutato tutti i capi d’accusa con i quali si vuole spargere il sangue cristiano. Ho spiegato il nostro modo di vivere, con le mie argomentazioni ho provato la verità della nostra dottrina basandomi sulla autorità e sulla vetustà della Sacra Scrittura e sul palese riconoscimento delle forze demoniache. Chi osasse controbattere i miei argomenti, si faccia pure avanti, ma non già con parole vane, sibbene nella stessa maniera con la quale ho tessuto la mia dimostrazione, fondandosi, cioè, sulla verità.
Frattanto coloro che non credono, poiché non sanno come sfuggire alla bontà della nostra dottrina, la quale bontà si manifesta nella nostra maniera di vivere e nelle nostre relazioni con il prossimo, dicono che il cristianesimo non è ispirato da Dio, ma è semplicemente una filosofia, cioè affermano che la stessa innocenza, giustizia, pazienza, sobrietà e continenza sono cose insegnate e attuate dai filosofi.

mercoledì 25 settembre 2013

Le lettere dei Papi


di Lorenzo Banducci


Dopo Papa Francesco è toccato a Joseph Ratzinger, già Papa Benedetto XVI, rispondere agli stimoli di un non-credente sui temi della fede e, più nello specifico sulla figura di Gesù.

sabato 21 settembre 2013

La parabola dell'intervista al Papa

di Joanne McPortland

Vi presentiamo questa interessantissima parabola/commento all’intervista del Papa su La Civiltà Cattolica ad opera di Joanne McPortland tradotta dagli amici di www.vinonuovo.it

venerdì 20 settembre 2013

Ma se tornassimo a parlare di lealtà?


di Rocco Gumina

Ormai da diverso tempo il dibattito politico e sociale in Sicilia è caratterizzato dall’emergere e dal consolidarsi di una dialettica che trova nel termine legalità la sua primordiale espressione identificativa. Non passano settimane, infatti, che il Presidente della Regione Crocetta, i suoi assessori, i rappresentanti di Confindustria Sicilia, alcune e diverse forze associative e partitiche non si rifacciano in un modo o nell’altro all’impegno verbale o progettuale improntato alla legalità. Lo stesso Crocetta ha costruito la sua candidatura alla guida della Sicilia tramite la legalità proposta già come metodo nella città di Gela, di cui era sindaco, e termine apripista per la scalata alla conquista del governo regionale. Come anche tutta una schiera di imprenditori e professionisti che hanno sposato la legalità come formula e parola espressiva in sintesi di una modalità diversa di fare impresa, di sviluppo del territorio e di chiaro contrasto alla criminalità organizzata e non. Tutto ciò è da vedere senza dubbio in maniera positiva, poiché la Sicilia oggi come ieri ha bisogno di una reale presa di consapevolezza dei propri limiti e delle proprie speranze. E il principio della legalità è senz’altro importante per giungere ad una svolta culturale, politica e sociale di cui abbiamo ancora oggi un impellente bisogno. Dalla questione appare, però, un punto critico: la legalità per quello che rappresenta come principio - ovvero rispetto della legge, delle norme - è la prospettiva giusta e meglio calibrata che fa al caso della Sicilia e dei siciliani in vista del proprio radicale rinnovamento? Forse altre dimensioni valoriali come la lealtà sono maggiormente estensive e perciò più efficaci?  

giovedì 19 settembre 2013

L’avvento di un Berlusca semi-democratico


di Rocco Gumina

L’estate sta finendo e la politica italiana nelle sue varie forme ed espressioni ci regala, prima dell’avvento dell’autunno e del rigido inverno, alcune sollecitazioni su cui vale la pena riflettere. Nonostante il caldo estivo i politici nostrani non hanno permesso una pausa sui temi “forti” dell’agenda politica come la situazione giudiziaria di Berlusconi, l’IMU, la ripresa economica, la legge elettorale. Il periodo di calura, però, ci ha concesso un’immagine fotografica che al di là delle ironie che si possono elaborare, ci permette di avviare una riflessione su di un tema davvero importante: dopo Berlusconi, che pare ormai sulla soglia del tramonto politico, quale leader canalizzerà maggiormente le attenzioni dei giornalisti e degli italiani?

mercoledì 18 settembre 2013

La mia settimana sociale dei cattolici italiani

di Lorenzo Banducci

Torino te la immagineresti grigia, fredda e persino un po’ rigida. Popolata di persone in abiti scuri, che vagano con le loro valigette, perse nei loro pensieri e concentrate nei loro affari. Come in tutti i pregiudizi la falsità scompare di fronte alla realtà dei fatti. Torino e la sua gente, Torino e le sue vie mi hanno accolto con affetto e grande dolcezza dal 12 al 15 settembre per la 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. Torino ha saputo mostrare il suo lato migliore, che è fatto anche di quelle figure sul cui volto brilla incessante la luce della fede e di Cristo. Torino e i suoi “Santi Sociali”: da don Bosco ad Allamano, dal Murialdo al Cottolengo hanno illuminato dal Cielo questa importante momento per la Chiesa Italiana.

martedì 17 settembre 2013

Incontro con Serena Noceti


    Durante la settimana teologica del MEIC Maria Savigni ha avuto modo di porre alcune domande alla professoressa Serena Noceti, docente stabile ordinario di teologia sistematica  presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “I. Galantini” di Firenze, che tiene corsi presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Arezzo e che è vicepresidente dell’Associazione Teologica Italiana

    E’ possibile ri-pensare la chiesta sotto una prospettiva di genere? In che modo la frattura tra Chiesa e donne che si è creata negli ultimi decenni può essere ricomposta?
    Penso che sia la sfida fondamentale del periodo post-conciliare. Con il Concilio infatti è stata recuperata una soggettualità dei laici e quindi si è potuto riscoprire la presenza ed il valore delle donne, che hanno potuto assumere ruoli ministeriali: le donne sono oggi catechiste, missonarie, studiose di teologia e voci competenti all’interno della Chiesa. I soggetti che pensano la Chiesa non sono più i sacerdoti celibi, ma soggetti, che possono essere uomini o donne. Sulla base della lettera ai Galati cap. 5 versetti 26-28 infatti si afferma che attraverso il battesimo siamo tutti uguali in Cristo Gesù, uomini e donne, e non ci devono essere discriminazioni sulla base della provenienza religiosa (ebraica o pagana), sociale, ed anche sessuale. Si tratta di una sfida possibile e anzi necessaria per l’evangelizzazione. Purtroppo però ancora poco è stato recepito degli studi delle donne, mancano spazi di confronto. Questa frattura si risanerà quando si darà maggiore ascolto alle donne considerandole non più come semplici destinatarie del messaggio evangelico ma si riconosceranno le esperienze di vita delle donne, sia nell’ambito pubblico che privato; quando non si pretenderà di imporre un certo modello antropologico di moglie e madre alle donne e inizierà un processo di riflessione, prendendo consapevolezza che la maggior parte dei praticanti sono di sesso di femminile. Nel momento in cui cadranno gli stereotipi di genere e le strutture patriarcali che vedono le donne impegnate alla base ma praticamente assenti laddove si prendono decisioni, allora sarà possibile arrivare ad un nuovo modello di Chiesa.

    Quale contributo alla riflessione teologica possono portare gli studi di genere? Quali sono le linee di ricerca all’interno della teologia contemporanea?
    Il genere è una categoria analitica. A partire dagli anni ’70 sono nate diverse scuole di pensiero, e ritengo importante – al contrario di quanto affermato nelle teorie performative di genere – che le differenze uomo-donna siano state culturalmente definite. Nell’ambito teologico bisogna considerare non più la donna come atto secondo della creazione, e rivedere anche l’ambito della teologia trinitaria, per riscoprire il volto materno di Dio e ripensare la teologia dei sacramenti, oltre che spirituale, riscoprendo le figure mistiche femminili. Le donne sono state particolarmente valorizzate nell’ambito esegetico, in cui il loro contributo è stato riconosciuto come significativo (vedi Pontificia commissione biblica sull’interpretazione della Scrittura nella vita della Chiesa n° 57). Un altro ambito da ripensare è quello della teologia liturgica e dei ministeri, come il diaconato femminile.

domenica 15 settembre 2013

Non esiste un modello cristiano di famiglia



di Ernesto Balducci

Svelare le mistificazioni e le menzogne.

A mio modo di vedere, è bene affrontare il referendum traendone tutti i vantaggi possibili, una volta che una certa parte ne ha messo in moto la macchina e nonostante che esso, con tutta evidenza, voglia coprire una manovra con obbiettivi reazionari.
Credo che il primo vantaggio sia proprio quello di convocare le masse ed in specie le comunità cristiane, come qui, stasera, ad affrontare in modo critico questo come altri problemi in cui rimane inceppata, per mancanza di consapevolezza, la nostra crescita sociale. Affrontare questi problemi, per svelare tutte le mistificazioni, le menzogne, concretizzate e dissimulate all’interno di certi principi suggestivi.

sabato 14 settembre 2013

Guerra e magistero


di Niccolò Bonetti
Presso taluni ambienti cattolici è invalsa la tesi che sia lecito ricorrere alla guerra per risolvere gravi contrasti di interessi fra stati sovrani purché esista una proporzione fra offesa e reazione e purché siano esaurite le vie diplomatiche. 
 Ora, questa tesi non è più conforme al magistero contemporaneo che definisce la guerra una sciagura e una tragedia senza se e senza ma: “riesce quasi impossibile pensare che nell'era atomica la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia “(Giovanni XXIII), inoltre essa “non rappresenta mai un mezzo idoneo per risolvere i problemi che sorgono tra le Nazioni, non lo è mai stato e mai lo sarà “.(Giovanni Paolo II). 

mercoledì 11 settembre 2013

Papa Francesco, i non credenti e la coscienza


di Lorenzo Banducci

Stavolta il Papa l’ha combinata grossa.
Ammetto di averlo pensato per un attimo mentre leggevo la lettera indirizzata da Papa Francesco al quotidiano “La Repubblica”. Consiglio a ciascuno di prendersi in mano il testo insieme alle due lettere antecedenti (7 luglio 2013 e 7 agosto 2013) di Eugenio Scalfari per condurre una riflessione personale autentica su temi che non si risolvono in poche righe ma che interrogano nel profondo la vita di ciascuno di noi. Vorrei restare, per quanto possibile in questo spazio, generico e vago senza entrare nello specifico delle questioni affrontate nei tre testi.

martedì 10 settembre 2013

Verso una «teologia della donna?»


di Françoise Renard (Rosée - Belgique)

in “www.comitedela jupe.fr” del 31 agosto 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)


Nel corso dell'intervista con i giornalisti che lo accompagnavano sull'aereo di ritorno dalla GMG di Rio il 31 luglio scorso, il papa ha parlato anche del ruolo delle donne nella Chiesa.
Ancora una volta, provo un profondo disagio, non solo sentendo ripetere un “no”categorico alla prospettiva di ordinazione di donne, ma soprattutto sentendo un discorso fondato su una reale incomprensione della piena e semplice umanità delle donne. Le parole di Francesco fanno presagire la volontà di trovare delle vie di riconoscimento dell'azione delle donne nella Chiesa, ma la riflessione mi sembra mal impostata.

lunedì 9 settembre 2013

Il pasticcio dei test d'ingresso


di Lorenzo Banducci

Aprendo il giornale di notizie buffe se ne leggono tante, ma quella che ho visto apparire oggi sui giornali online le ha schiacciate tutte.
Il ministro dell’istruzione Carrozza, infatti, a fianco del presidente del consiglio Enrico Letta ha annunciato che all’interno del “Decreto scuola” vi sarebbe stato posto per la cancellazione del così detto “bonus maturità”. Tale norma introduceva, all’interno dei test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso, la possibilità di avere un bonus nel punteggio in base al voto ottenuto all’esame di stato.

sabato 7 settembre 2013

Quando si occupavano le cattedrali

Dopo la primavera-estate del 1968, la protesta del movimento studentesco a Parma investì nuovi campi della vita sociale e culturale della città, tra i quali quello religioso. La presenza e l’esperienza dei giovani cattolici all’interno delle mobilitazioni universitarie trasformarono spesso il dibattito religioso postconciliare degli anni Sessanta in aperto conflitto con le gerarchie ecclesiastiche. Quando, il 14 settembre 1968, venne occupata la cattedrale di Parma, i gruppi e le comunità del dissenso cattolico italiano non avevano ancora utilizzato questo strumento di lotta. Gli unici casi di occupazione di chiese venivano dalla Francia (Parigi durante il maggio francese) e dal Cile (Santiago, 11 agosto 1968) 44. I gruppi del dissenso religioso, quindi, concretizzarono la loro lotta in un luogo nuovo sia per i contestatori stessi, sia per la gerarchia ecclesiastica che per l’opinione pubblica: il Duomo di Parma. Questo carattere di novità e, di conseguenza, di imprevedibilità diede all’evento un peso del tutto particolare, trasportandolo al di là degli angusti confini di una piccola città di provincia e trasformandolo in un avvenimento di importanza nazionale

Documento di occupazione

Abbiamo occupato la Cattedrale perché volevamo discutere nella casa di Dio, nostro Padre, i problemi della Chiesa, che è anche casa nostra. I fatti che ci hanno convinto ad intraprendere questa azione clamorosa sono i seguenti:

giovedì 5 settembre 2013

Guai a chi difende tesi temerarie basandosi sulle Scritture!


Agostino, Genesi alla lettera
 
Accade infatti assai spesso che, riguardo alla terra, al cielo, agli altri elementi di questo mondo, al moto e alla rivoluzione o anche alla grandezza e distanza degli astri, intorno alle eclissi del sole e della luna, al ciclo degli anni e delle stagioni, alla natura degli animali, delle piante, delle pietre e di tutte le altre cose di tal genere, anche un pagano abbia tali conoscenze da sostenerle con ragionamenti indiscutibili e in base ad esperienza personale. Orbene, sarebbe una cosa assai vergognosa e dannosa e da evitarsi a ogni costo, se quel pagano sentisse quel tale parlare di questi argomenti conforme - a suo parere - al senso delle Scritture cristiane dicendo invece tali assurdità che, vedendolo sbagliarsi - come suol dirsi - per quanto è largo il cielo, non potesse trattenersi dal ridere.

mercoledì 4 settembre 2013

Una cultura per la pace e per il creato


di Simone Morandini
Cultura, pace e creazione sono termini che ritornano - con frequenza minore o maggiore - nella riflessione di R. Bertalot, quale l'abbiamo conosciuta dai suoi scritti, ma anche dalla sua viva voce, sia nel contesto dell'Istituto S. Bernardino che, già venticinque anni or sono, durante le Sessioni del SAE al Passo della Mendola. In questo breve saggio proponiamo alcuni elementi di riflessione sul loro rapporto, in un percorso che riprende e sviluppa temi appresi dallo stesso Bertalot, per evidenziarne la rilevanza nel contesto attuale.

martedì 3 settembre 2013

Chiavacci e la bioetica


di Enrico Chiavacci

Questa sera vorrei fare un discorso serio sulla lettura della sessualità, visto che il tema è quello della fecondazione assistita. Qui si vedrà come l’esperienza umana - in senso lato - compresa quella scientifica, ma anche quella esistenziale degli esseri umani, ha portato ad un cambiamento radicale del modo di comprendere la sessualità, la vita di coppia e il matrimonio.
Tutto questo è successo a cavallo tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900: purtroppo gran parte di tutta la precettistica morale - sia cristiana che civile - non ha ancora capito questa transizione che già c’è stata. Per almeno millecinquecento anni - diciamo dal trecento-quattrocento dopo Cristo, fino alla metà del 1800 - si è visto il sesso come apparato funzionale alla riproduzione e tutto quello che non era funzionale alla riproduzione era semplicemente male, disordine contro la legge naturale, la quale vuole che tutto l’apparato sessuale serva alla riproduzione per cui quando non serve a questo si va contro la natura.
Tutto ciò è rimasto ancora nei nostri manuali di morale e l’idea di legare il puro fatto fisico del rapporto sessuale alla sua finalità procreativa, c’è sempre: in fondo solo nel 1983 è cambiato il Codice di Diritto Canonico, ma fino ad allora esso recitava che il fine primario del matrimonio è la riproduzione e l’educazione della prole, mentre il fine secondario è il mutuo aiuto e il rimedio alla concupiscenza, espressione importante che mostra come, se si fa l’amore senza l’intenzione di procreare, non è cosa bella ma è solo un rimedio alla concupiscenza.

Attenti all'originale


di Rocco Gumina

Nel clima politico e sociale di confusione e di incertezze che ci troviamo a vivere in questi tempi, Silvio Berlusconi ha pensato bene di sfruttare l’assist dell’amico-nemico Marco Pannella rappresentato dalla raccolta firme per i dodici referendum sulla giustizia, per il matrimonio breve, per l’abolizione dell’8X1000 alle confessioni religiose ecc. L’occasione presentata era ghiotta perché gli ha permesso di tornare in un contesto particolare sul tema della giustizia, e pertanto delle sue vicende con essa, come ormai fa da diverse settimane prima e dopo la sentenza di condanna che ha ricevuto. Il tema è il motore, rappresenta il demiurgo per il futuro del governo di grossa coalizione targato Letta. Infatti al di là dell’incomprensibile battaglia sull’IMU - date le ricadute negative in termini fiscali che ci saranno in ambito locale e in investimenti su sicurezza e altro - che il governo pare essere riuscito a superare, la vicenda giudiziale di Berlusconi - e non la giustizia in Italia – con i suoi continui risvolti è la questione che sembra reggere le sorti imminenti e future della nostra nazione. Oltre i naturali e immediati ragionamenti politici, morali e intellettivi che la situazione suscita, il problema è serio e ci mostra come e quanto il Paese Italia sia mutato nel corso dei sessant’anni post secondo conflitto mondiale, e non sempre in meglio.

lunedì 2 settembre 2013

In memoria di don Marco Bisceglia


di Emanuele Macca

Ho appena terminato la lettura del libro di Rocco Pezzano, “Troppo amore ti ucciderà – Le tre vite di don Marco Bisceglia” (ed. Edigrafema). E mi è rimasto un nodo alla gola, come spesso mi capita quando condivido storie forti di altre persone identificandomi in pezzi delle emozioni che esse sanno trasmettere.

Si parla di una persona che è stata sacerdote di formazione gesuita, guida spirituale nella principale parrocchia di Lavello (Potenza) dove fonda la “comunità di base” del Sacro Cuore legandosi così ai preti del dissenso rispetto alle Gerarchie Ecclesiastiche; all'arrivo delle forze dell'ordine per allontanarlo dalla parrocchia, la comunità di fatto si sfalda.

domenica 1 settembre 2013

Scoppi la pace; mai più la guerra!


di Papa Francesco

Quest’oggi, cari fratelli e sorelle, vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace! E’ il grido che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.

sabato 31 agosto 2013

Signora Bioetica, favorisca la carta di identità. #2


di Luca Scarcia

Dopo le prime informazioni sulla crescita della bioetica dagli anni '70 in poi - seconde per noia solo alle pagine di Hermann Hesse- voglio ripercorrere l'itinerario della riflessione etica in medicina, ricco di tappe significative.

All'origine dell'etica medica ci sono tre elementi imprenscindibili: le esigenze di carattere etico che il medico deve rispettare, i significati morali dell'assistenza al malato e le decisioni che lo Stato deve prendere nei confronti dei suoi cittadini in merito alla salute pubblica.

Insomma, passano i millenni ma la proprietà commutativa rimane sempre valida: la salute e' uno dei pochi obiettivi sensibili che gli uomini hanno cercato di raggiungere.